Oggi, alle 16.30, al Museo del Mare che si trova all’interno del castello di Milazzo, si terrà il primo incontro del ciclo “In viaggio tra gli elementi verso un’ecologia integrale: l’acqua” organizzato dal “Circolo Laudato Si” dell’associazione Matumaini Speranza Onlus. Interverranno padre Carmelo Russo, Carmelo Isgrò, Carolyn Berger e Carmen Falletta. A seguire Carmelo Isgrò guiderà una passeggiata al tramonto a Capo Milazzo. Ai partecipanti verrà consegnato il “passaporto dell’amico del creato”.

L’evento si colloca all’interno del “Tempo del Creato” e fa parte delle iniziative promosse dall’arcidiocesi di Messina per questo anno speciale Laudato Si. «Il messaggio principale per iniziare a parlare di ecologia integrale è “Tutto è connesso” – spiega Carmen – siamo reduci da mesi duri, la pandemia è costata la vita a tante persone, morte a causa del virus ma anche a causa della solitudine, della disperazione e della depressione, che hanno contribuito all’aumento significativo del tasso dei suicidi e delle patologie mentali. Adesso mi piace pensare che se veramente questo messaggio entrasse nella nostra pelle, potremmo leggerlo così: tutto è connesso quindi nessuno sarà mai più solo».

A Milazzo nasce il “Circolo Laudato Si” grazie all’associazione Matumaini Speranza onlus che ha accolto l’appello di Papa Francesco il quale invita a vivere il messaggio di ecologia integrale e rispetto del creato contenuto nell’enciclica Laudato Si, dando vita a questa nuova realtà. Il “Circolo Laudato Si di Milazzo” è stato presentato il 6 settembre, durante la Messa celebrata all’aperto al Santuario S. Antonio di Padova a Capo Milazzo.

«Il Circolo Laudato Si è un luogo di incontro aperto a chiunque voglia partecipare – conclude Carmen Falletta, presidente dell’associazione Matumaini e animatore Laudato Si – in questi giorni più persone mi hanno chiesto se c’è un regolamento da sottoscrivere per far parte del circolo: non c’è un regolamento! Bastano le normali regole della buona convivenza e del rispetto gli uni per gli altri. Ognuno può fare la propria parte indipendentemente dalla propria fede e cultura, perché la cosiddetta identità culturale ha senso solo se utilizzata come strumento per costruire ponti e non muri».

 

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