I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, dopo aver riscontrato le irregolarità relative alle mancate certificazioni sulla provenienza e sulle caratteristiche merceologiche delle merci esposte in vendita e l’assenza delle indicazioni relative alla sicurezza, hanno sottoposto a sequestro oltre 40.000 prodotti made in china”, illegittimamente posti in commercio in due esercizi commerciali, siti nei comuni di Torregrotta e Barcellona, nel lato tirrenico della provincia di Messina, gestiti da soggetti di etnia cinese. 

I sequestri, coordinati dal Gruppo di Milazzo, sono stati eseguiti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Milazzo e della Tenenza di Barcellona Pozzo di Gotto, nell’ambito di mirati controlli in materia di contrasto alla commercializzazione di prodotti illegali.

In particolare, nel corso delle due distinte attività svolte, è stata riscontrata la presenza di diversi articoli, già espostisugli scaffali per la vendita, privi della prescritta marcatura “CE”, garanzia di conformità agli standard europei, e delle indicazioni minime previste dal codice di consumo, quali l’indicazione della provenienza, ovvero del materiale impiegato.

Per tali ragioni, anche in considerazione della potenziale scarsa qualità delle materie prime utilizzate, o comunque non espressamente tracciabili, ovvero – in alcuni casi – dell’assenza di qualsiasi indicazione circa l’importatore autorizzato in ambito europeo, nonché di diciture in lingua italiana, bensì solo cinese, i prodotti rinvenuti sono stati ritenuti potenzialmente dannosi per la sicurezza e la salute dei consumatori. 

Le Fiamme Gialle tirreniche, quindi, dopo aver rimosso la merce dagli spazi destinati alla vendita, hanno proceduto al sequestro amministrativo dei prodotti (tabelle luminose, lampade, telecomandi, telecamere, carica batteriericaricabili, casse audio, registratori, videocamere, spazzole elettriche, torce, cuffie, droni, modem, asciugacapelli, amplificatori e numerose tipologie di giocattoli), inviando specifica segnalazione alla Camera di Commercio di Messina, per l’applicazione delle previste sanzioni pecuniarie, di importo significativo, in un caso fino a € 60.000,00.

In aggiunta, per i titolari del punto vendita di Torregrotta, è scattata anche la segnalazione alla Procura della Repubblica di Messina, per il reato di “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, a seguito del rinvenimento di alcuni articoli riproducenti, illegalmente, noti brand, potenzialmente idonei ad indurre in errore l’acquirente finale sulla loro legittima provenienza.

L’operazione odierna si inquadra nell’ambito degli ordinari servizi tesi a tutelare i mercati dall’invasione di prodotti falsi, di provenienza incerta o non sicuri per i consumatori, e sono finalizzati non solo ad assicurare l’incolumità dei cittadini,ma anche a preservare l’economia sana del territorio, contrastando ogni forma di illecito, vieppiù lesivo della concorrenza leale.

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Gigi
Gigi
13 giorni fa

Sarebbe necessario un controllo sulla emissione degli scontrini fiscali di tutti i commercianti extracomunitari. Integrazione vuol dire anche pagare le tasse come gli autoctoni.

Francesco
Francesco
13 giorni fa
Reply to  Gigi

Perchè i negozi gestiti dagli italiani rilasciano tutti lo scontrino?

Marino (Garibaldi)
Marino (Garibaldi)
13 giorni fa

Midili non avrà gli occhi a mandorla?
Bisogna indagare…
Non sarà un milazzese prodotto e contraffatto a Bracellona?
Mai i bracellonesi… hanno gli occhi a mandorla?
Vedremo…
Abbiamo 5 anni per scoprirlo, ma anche meno, meno se…

(erano belli i tempi in cui “cellulare” non significava telefono ma un pulmino)

milazzese 1
14 giorni fa

Si dovrebbero fare controlli a tappeto in tutti questi negozi e applicare sanzioni severe per le inosservanza delle leggi europee/italiane.