«Il riciclaggio del PET ha un ruolo cruciale nel raggiungimento degli obiettivi del riciclo della plastica. E il valore di queste risorse ha bisogno di essere promosso nella società, dai consumatori ai governi, per essere certi che sia un argomento trattato nel modo giusto durante il ciclo di vita e oltre». Riccardo Quagliuolo, responsabile Qualità e Ambiente di Sicon, sintetizza così il senso del suo discorso. La Sicon, fondata dalla famiglia Quagliuolo nella Zona Industriale di Pace del Mela, comincia nel 1983 la produzione di preforme in Pet per il mercato delle bibite e acque minerali maturando una grande esperienza nel settore. Oggi produce 800 milioni di preforme all’ anno con un diversificato portafoglio clienti in Italia e in Europa. I sei impianti produttivi sono tutti di ultima generazione e gli stampi, da 72 a 96 cavità, possono essere intercambiabili su tutte le presse. Attualmente vengono prodotte 30 differenti referenze di preforme da un peso minimo di 10g a un massimo di 40g.

Ingresso Stabilimento

Ed è proprio Riccardo Quagliuolo, che racconta in che modo il management ha adeguato la propria strategia verso il miglioramento dell’efficienza energetica attraverso l’utilizzo di energie alternative e rinnovabili (impianto di cogenerazione a gas metano e impianto fotovoltaico), l’utilizzo efficiente del recupero e riciclo di prodotti di scarto e, soprattutto, l’utilizzo di materia prima riciclata (R-PET) proveniente da bottiglie post-consumo. Queste sono solo alcune delle soluzioni che sono state intraprese per rendere l’azienda sostenibile, certificata ai massimi livelli con gli standard di Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015) e Sicurezza Alimentare (BRCGS Packaging Materials).

Silos Stoccaggio Resina

Riccardo Quagliuolo porta avanti il discorso, spiegando la situazione in Europa e in Sicilia: «In Europa la termovalorizzazione è il modo più usato per smaltire i rifiuti di plastica, seguito dallo smaltimento in discarica. Di tutti i rifiuti di plastica generati, la media europea di quello raccolto per il riciclaggio è di solo il 30%, con differenze molto grandi da paese a paese (l’Italia è il secondo paese che recupera di più in Europa, circa l’80%, dietro solo alla Germania). Metà della plastica raccolta per il riciclaggio viene esportata per essere trattata nei paesi al di fuori dell’Ue. I motivi per cui viene esportata includono la mancanza di strutture, di tecnologia o di risorse finanziarie adeguate a trattare localmente i rifiuti. In passato una fetta significativa dei rifiuti di plastica esportati veniva spedita in Cina, ma di recente il paese ha bloccato l’importazione di rifiuti di plastica. È quindi diventato un’urgenza trovare altre soluzioni. Una così piccola percentuale di riciclaggio di plastica in Europa implica grosse perdite sia per l’economia che per l’ambiente. Si stima che il 95% del valore dei materiali per imballaggio di plastica si perda nell’economia dopo un ciclo di primo utilizzo molto breve».

Area Produttiva

Ogni anno la produzione e l’incenerimento della plastica nel mondo emette approssimativamente 400 milioni di tonnellate di CO2. Una parte di queste emissioni potrebbe essere evitata con un riciclaggio più efficace. Raccolti e riciclati gli imballaggi in plastica danno vita a nuovi e utili prodotti e favoriscono lo sviluppo di un’economia dinamica e attenta all’ambiente. Valorizzano una cultura del risparmio e creano spazio per nuovi mercati e posti di lavoro, utilizzo di nuova materia prima (R-PET) riduzione dell’utilizzo delle discariche e risparmio energetico (oltre 9 mila Gwh).

«La raccolta differenziata in Sicilia – spiega Riccardo Quagliuolo – continua a crescere raggiungendo il secondo livello di crescita più alto a livello nazionale (53,9%) registrando anche un aumento del pro capite (18,1 Kg/ab/anno). Si amplifica però ulteriormente il divario tra la raccolta delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina (4 kg/ab/anno) e quella del resto dell’isola che ha ormai raggiunto un pro-capite pari al dato medio nazionale (22,8 kg/ab/anno). Rimane comunque ancora il problema serio che coinvolge il Centro e le Isole, zone in cui si ha la più bassa capacità di selezione installata rispetto al gettito di raccolta. Nonostante tutte le difficoltà, le quantità riciclate nel 2019 segnano un aumento leggermente superiore alle previsioni. In Europa è aumentata gradualmente la capacità di riciclo, ma in modo non sufficiente e soprattutto con i noti limiti di utilizzo nei mercati finali. Come se non bastasse, il progressivo calo dei prezzi dei polimeri vergini ha reso questi ultimi competitivi con il granulo riciclato, comprimendone i margini. Ciò ha avuto un rimbalzo negativo nell’aumento dei contributi richiesti per il riciclo. Con margini bassi inoltre si riducono le prospettive di investimento in nuove linee. Ciò nonostante, la circolarità è divenuta una strategia per la sopravvivenza per alcuni produttori di polimero vergine che stanno investendo in nuove linee di riciclo integrandolo di fatto nel loro processo a vari livelli».

(ARTICOLO PUBBLI-REDAZIONALE SICON – OGGI MILAZZO)