Quella che viene ricordata come la battaglia di Milazzo del 260 a.C., la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi agli inizi della prima guerra punica, è in realtà frutto di un processo storico, bellico e politico più complesso che coinvolge tutta la Valle del Mela, nonché i Greci di Sicilia. Si è parlato di storia locale nella sala consiliare del Comune di San Filippo del Mela venerdì 11 settembre. Ne ha discusso il Rotary Club San Filippo del Mela, un primo incontro dopo i mesi di chiusura dovuti al Covid-19.

A presentare la storia della battaglia del 260 a.C. è stato invitato Domenico Giuseppe Muscianisi, milazzese e attualmente ricercatore al Center for Hellenic Studies della Harvard University (Stati Uniti). Dopo la maturità al Liceo classico di Milazzo, gli studi di Lettere classiche a Milano, ha ottenuto un dottorato di ricerca italo-tedesco a Colonia e Macerata, soggiorni di studio e ricerca in Europa e negli Stati Uniti.

La conferenza di Domenico Muscianisi dal titolo “Mare Nostrum – Alleanze, bugie e tradimenti nella Valle del Mela” ripercorre lo svolgimento della ventennale prima guerra punica, che dal 264 al 241 a.C. ha impegnato il Mar Tirreno, che da mare ‘degli Etruschi’ diventa Mare Nostrum, cioè ‘dei Romani’.

Le città “del Mela”, Mylae (Milazzo) e Tyndaris (Tindari), e la città di Messina saranno sempre fedeli ai romani, fingendo di parteggiare ora per i Cartaginesi ora per i Siracusani, e verranno ringraziate con il titolo di municipium, cioè di città autonome che possono mantenere le proprie istituzioni amministrative e politiche, godendo della cittadinanza romana, del diritto di voto, della protezione e del commercio privilegiato con Roma.

In particolare, la battaglia di Milazzo del 260 a.C. è rinomata perché la tradizione vuole che l’ammiraglio Gaio Duilio abbia vinto i Cartaginesi grazie alla tecnologia dei “corvi”, cioè passerelle di arrembaggio che trasformino la battaglia navale – cui i Romani non erano adusi – in battaglia corpo a corpo, tecnica meglio conosciuta. Lo storico che ne è fonte principale, Polibio, un greco al seguito e servizio degli Scipioni, la famiglia capofila della fazione progressista e internazionalista all’interno del senato.

Questa tradizione ha avuto un successo clamoroso, al punto che tutt’oggi compare nei manuali di storia della scuola secondaria. Eppure, pare trattarsi di una grande fake news, una notizia falsa circolata nel Mediterraneo e tutt’ora circolante.

Una delle più grandi storiche dell’antichità delle ultime generazioni ha sollevato il problema e ne ha dato una spiegazione molto plausibile. Negli anni in cui insegnava storia antica all’Università di Messina (1962–1966), Marta Sordi ha condotto il suo studio, pubblicato sulla “Rivista d’Istruzione e Filologia Classica” del 1967, in cui analizza le due fonti principali per la battaglia di Milazzo: Polibio, storico greco che descrive nel dettaglio i corvi, e la Colonna Duilia, monumento trionfale all’ammiraglio Gaio Duilio la cui iscrizione celebrativa in latino non menziona minimamente i corvi. La professoressa Sordi evidenzia poi l’incompatibilità cantieristica delle passerelle d’arrembaggio descritte da Polibio con la struttura delle navi da guerra romane del III secolo a.C.: infatti, i corvi sono menzionati solo qui e mai più ‘usati’.

Ne conclude che i corvi siano“invenzione” di ambito cartaginese, in particolare da parte dell’ammiraglio per giustificare la sconfitta e salvare la propria vita: a Cartagine, infatti, i generali perdenti venivano giustiziati. Un’invenzione che i Romani non hanno bisogno di menzionare nei propri monumenti, come la Colonna Duilia (che ha ispirato il monumento ai caduti di Piazza Roma a Milazzo).

Eppure, di questa invenzione i Romani si servono come propaganda “della paura” per il Mediterraneo che parla greco come lingua internazionale. Ecco che Polibio, storico della Repubblica Romana che scrive in greco, diventa veicolo fondamentale per presentare Roma come la futura potenza del mondo conosciuto.

Al Comune di San Filippo del Mela, Domenico Muscianisi ha spiegato in particolare ai soci del Rotary Club le dinamiche politiche e belliche degli scontri tra la nascente potenza terrestre di Roma, la grande potenza marittima di Cartagine e l’antica potenza di Siracusa; mostra, infine, come la Valle del Mela giochi un ruolo fondamentale in questa guerra: dà il via alla guerra aperta e si combatte più volte sul territorio.

Il sindaco Gianni Pino e il presidente del club Stefano Muscianisi hanno rimarcato l’attenzione al territorio della Valle del Mela e la volontà di riaprire i cicli di incontri del Rotary Club con questa conferenza, «per ricordare alla comunità l’importanza anche storica del territorio e riaccendere il senso di cura e gestione consapevole del patrimonio culturale locale».

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