Anche i commercialisti messinesi aderiscono allo sciopero nazionale proclamato contro la chiusura del Governo alle richieste della categoria, in particolare quelle che mirano ad aiutare la vita delle imprese, già duramente provate dall’emergenza coronavirus. Dal 15 al 22 settembre i commercialisti iscritti all’Ordine di Messina sospenderanno le attività, in particolare quelle in scadenza: l’invio dell’Iva trimestrale (Lipe) e la presenza nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali. Martedì 15 settembre i professionisti prenderanno parte ad un sit a Messina che vuole dare visibilità alla protesta e spiegare le ragioni dello sciopero, a cominciare dalla richiesta di alleggerire la pressione fiscale e di rinviare i pagamenti in scadenza.
«Abbiamo chiesto al Governo di adottare alcune misure necessarie ed urgenti, non soltanto per noi, per metterci in condizione di lavorare, ma per le imprese italiane, soprattutto le piccole e medie imprese che hanno subito gli effetti della crisi – spiega Francesco Vito, coordinatore regionale Anc, l’associazione nazionale di categoria – Abbiamo infatti chiesto una semplificazione e un alleggerimento della pressione fiscale non più rimandabile, abbiamo chiesto di essere coinvolti nei procedimenti decisionali delle norme che riguardano il settore economico. Nessuna risposta è arrivata, dall’Esecutivo come dal Parlamento».
 
«La goccia che ha fatto traboccare il vaso – spiega Vito, che ha incassato l’adesione allo sciopero delle sigle Ugdcec Messina, Anc Messina e Assoralp è stato il secco no alla richiesta di sospendere i pagamenti delle imposte fino al 30 settembre e di allargare ai professionisti gli aiuti previsti per le imprese, ad esempio l’accesso ai finanziamenti a fondo perduto. Un no inaccettabile, soprattutto perché proprio in questi mesi di enorme difficoltà per il tessuto economico nazionale, nessun imprenditore ha trovato chiusa la nostra porta, neppure nel periodo feriale»

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