Si è svolto un incontro all’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana alla presenza dell’assessore Salvatore Cordaro per discutere sui limiti di emissione imposti dal nuovo Piano della qualità dell’aria che sta creando non pochi problemi alle industrie siciliane e in particolare alla Raffineria di Milazzo. A partecipare anche rappresentanti della Confsal e Fismic.

Cordaro ha ribadito da subito che la Regione intende tutelare la salute pubblica senza mettere in discussione i livelli occupazionali. «Questa amministrazione regionale – ha detto – è passata semplicemente dalle parole ai fatti e che nel rispetto della legge, prima della formulazione del piano, ha avviato come previsto una negoziazione con le parti interessate riscontrando l’assenza delle stesse (che però a sua volta hanno provveduto a presentare ricorso al Tar)».

Recentemente su iniziativa dell’Assessorato Regionale, ancora senza alcun riscontro, è stato chiesto alle aziende petrolifere un piano di fattibilità o ancor di più una controproposta da sottoporre a valutazione per eventuali modifiche. «Abbiamo rappresentato le istanze a tutela dei lavoratori dell’indotto della Raffineria di Milazzo – spiega Pippo De Leo (Confsal) – L’assessore Cordaro è stato chiarissimo, la Regione non ha alcuna intenzione di mettere a rischio i posti di lavoro e non accetta strumentalizzazioni – continua De Leo- sarebbe curioso capire perché ci sono da parte della direzione della Ram comportamenti ambigui e anomali».

Confsal e Fismic hanno infine ribadito l’importanza dell’apertura di un tavolo istituzionale Regionale con tutte le parti interessate, al fine di fare chiarezza e trovare le soluzioni necessarie per garantire la continuità lavorativa, istanza che l’Assessore ha già condiviso e programmato.

Cgil, Cisl e Uil, invece,  hanno rilanciato l’ipotesi di una manifestazione da tenersi nella prima settimana di agosto nel capoluogo.«Pronti a portare la vertenza della Raffineria e del suo indotto fin sotto la sede della Regione a Palermo», dicono.

«C’è sempre più preoccupazione – sostengono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina, Giovanni Mastroeni, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi – soprattutto perché, dopo l’incontro che l’assessore regionale ha tenuto con i sindacati sul Petrolchimico, non si è arrivati ad una soluzione che possa salvare investimenti e lavoro. Sul nostro territorio, la Raffineria di Milazzo, oltre al Piano regionale della qualità dell’aria, dovrà fare i conti anche con il rilascio dell’Aia. Il rischio è quello che venga diminuita la produzione, fermati alcuni impianti con una ricaduta pesante sull’occupazione e sull’indotto visto che anche gli investimenti per la manutenzione verranno decurtati rispetto a quelli inizialmente previsti».

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Ettore
Ettore
14 giorni fa

Decurtati gli investimenti per la manutenzione degli impianti, ok.quindi meno modernizzazione meno efficienza e meno operai. Solo una cosa aumenterà, gli stipendi dei dirigenti.

Davide
Davide
12 giorni fa
Reply to  Ettore

Attento a quello che scrivi sulla raffineria (ne so qualcosa), potresti subire una rappresaglia da parte dei dipendenti, così tanto ancorati al loro “padrone”. Quindi, ti consiglierei di modificare il tiro: nessun inquinamento, molta efficienza e modernizzazione, investimenti a gogo e lavoro per tutti. E’ tutto perfetto, sembra quasi di vivere a Disney world… o a Fantasylandia… 😉

ettore
ettore
12 giorni fa
Reply to  Davide

sono e saro sempre dalla parte degli operai e sono e saro sempre contro i dirigenti di qualsiasi azienda, dalla piu insignificante alla piu colossale,perche da sempre i loro compensi sono assolutamente spropositati rispetto agli operai,specialmente nel periodo attuale.

Realista
Realista
11 giorni fa
Reply to  Davide

Davide… sucati il ricorso al TAR!!!!