Si è chiuso con due condanne ed un’assoluzione il processo ordinario scaturito dell’operazione antimafia Gotha VII, scattata nel gennaio 2018, con il coinvolgimento in totale di oltre 50 indagati. A conclusione della camera di consiglio, il collegio penale del tribunale di Barcellona, presieduto dal giudice Antonio Orifici, con a latere Anna Elisa Murabito e Silvia Maria Spina, ha condannato Carmelo Giambò alla pena di 13 anni (due in meno rispetto alla richiesta avanzata dalla pubblica accusa), per l’estorsione col metodo mafioso nei confronti del responsabile del Centro commerciale “Milazzo”. Nell’ordinanza si leggeva che Giambò, si sarebbe macchiato di  estorsione col metodo mafioso nei confronti del responsabile del Centro commerciale “Milazzo”, Antonino Giordano, dal quale – secondo l’accusa mossagli dall’ex boss pentito Carmelo D’Amico – si sarebbe fatto consegnane inizialmente 6 mila euro all’anno, una rata del pizzo poi aumentata a 10 mila euro all’anno. Inoltre lo stesso Giambò avrebbe provveduto a detrarre da tale somma l’importo che egli stesso doveva corrispondere al Centro commerciale per l’affitto del locale occupato dal negozio “Iana Bimbi” gestito dalla moglie. 

Una condanna ad 8 anni (la richiesta era stata di 10 anni) è stata inflitta all’ex vice presidente del consiglio comunale di Milazzo Santino Napoli, accusato di concorso in associazione mafiosa. Per Napoli, l’accusa è di concorso in associazione. Ad accusarlo ben 13 collaboratori di giustizia, di cui gli ultimi tre Aurelio Micale, Alessio Alesci e Biagio Grasso.

I giudici hanno invece assolto il terzo imputato in questo filone del processo, Giovanni Rao, dall’accusa di estorsione con modalità mafiose nei confronti della catena di profumerie di Terme Vigliatore, Milazzo e Barcellona. Per quest’ultimo imputato la Procura distrettuale antimafia, con il pubblico ministero Francesco Massara, aveva chiesto la condanna a 15 anni di reclusione.

Santino Napoli era rappresentato in giudizio dagli avvocati Nino Favazzo e Antonio Siracusa, Giovanni Rao era difeso dagli avvocati Pinuccio Calabro’ e Tommaso Autru Ryolo (sostituito dal collega Antoniele Imbesi), e Carmelo Giambò era difeso dagli avvocati Paolo Pino e Pinuccio Calabrò.

Gran parte degli imputati hanno scelto il giudizio con rito abbreviato e sono stati giudicati nei mesi scorsi. L’ultimo troncone dell’inchiesta riguarda altri cinque imputati e l’udienza con abbreviato è stata fissata nelle prossime settimane.

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