Dopo l’evento speciale Festa di San Giovanni e Omaggio a Demetra che si è svolto oggi il prossimo appuntamento in programma nell’ambito di  Sicilia Mater è il 27 giugno 2020 alle 15 Giusy La Spada e Salvo Presti, curatori di Sicilia Mater incontrano Carmelo Sardo. “il mio mondo è tutto qui. Qui dove sono cresciuti gli ultimi ventidue anni della mia vita buttata via”.  Malerba (Mondadori) , la storia di Giuseppe Grassonelli scritta a quattro mani dallo stesso Grassonelli e Carmelo Sardo, giornalista e caporedattore cronache Tg5.  Nascere in una guerra di mafia, veder morire chi ami, dover decidere da che parte stare, decidere di essere uno dei capi della Stidda per una vendetta personale. Essere condannato ad un “fine pena mai”, e in carcere la resipiscenza.

Mentre il 30 giugno 2020, alle 18,30, è in programma Cristina Marra, giornalista, presenta il progetto “Sicilia Niura”. Chi l’ha detto che per scrivere bisogna ritirarsi in un eremo, escludere tutto e tutti per partorire il proprio romanzo e farsi spazio fra i lettori in un’impresa solitaria, con il rischio di schiacciarsi l’un l’altro? Chi l’ha detto che cane debba mangiare cane, sempre? Che poi perché mangiarli, i cani? Ci sono quattro cani sciolti della letteratura italiana, ad esempio, che non vogliono sbranarsi tra loro, anzi. Hanno fame d’altro.
Così a Catania nasce il collettivo SiciliaNiura, dall’idea di Rosario Russo, Sebastiano Ambra, Gaudenzio Schillaci e Alberto Minnella, quattro penne, tutte siciliane, legate da una sincera e autentica amicizia e dall’amore viscerale e condiviso per la letteratura noir e per la propria terra.
Cos’è dunque SiciliaNiura? È dissacrare l’immagine lisa di una letteratura che pensa solo per sé, raccontare la Sicilia usando una nuova chiave di lettura, quella del noir siculo; unire le idee e le forze di tutti gli autori siciliani che hanno la voglia e la passione di fare gruppo insieme ai quattro fondatori, e portare avanti il progetto.
SiciliaNiura è un’unica penna, un solo inchiostro, una sola voce, un unico narratore che pensa con più teste. È niura, come la pietra catanese; niura come una parte della storia della nostra terra.
 
 

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