Una delle punte massime al pronto soccorso dell’ospedale Fogliani si è toccata poche ore fa, alle 20: 2 codici rossi, 13 codici gialli e 13 verdi. Nello stesso momento Cutroni Zodda di Barcellona c’era solo un codice giallo. L’emergenza nel reparto diretto dal dottore Salvatore Scarpaci è ormai una costante e – nonostante l’impegno dei sanitari – non si riesce sempre a mantenere il distanziamento sociale poiché i pazienti vengono accompagnati quasi sempre da parenti e amici e intasano la sala d’aspetto.

Essendo quella di Milazzo l’unica struttura ospedaliera della fascia tirrenica messinese ad avere tutti i reparti i pazienti arrivano anche da fuori comprensorio, scavalcando i nosocomi di Barcellona, Patti o Sant’Agata Militello. Il caos è una costante. Il fatto è che a Milazzo c’è, ad esempio, lo stesso numero di personale di Barcellona (una ventina di infermieri e una decina di medici che si alternano nei vari turni per garantire l’assistenza h24) dove nel mese di maggio, secondo indiscrezioni, parrebbe si sarebbero rivolti una sessantina di pazienti a fronte di oltre 2500 a Milazzo. Il personale è stremato nonostante nei giorni scorsi siano arrivati dei tirocinanti a rinforzare l’organico.

Sull’argomento il sindaco Giovanni Formica ha anticipato che scriverà al direttore generale dell’Asp, Paolo La Paglia. «Il presidio ospedaliero di Milazzo si conferma punto di riferimento di tutta la fascia tirrenica e in estate, con l’arrivo dei turisti, sarà messo sotto stress ancora di più. I vertici dell’Asp non possono non considerare l’esigenza immediata di aumentare la dotazione organica ma anche di rendere i locali del pronto soccorso più ampi e moderni» sostiene. 

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