Il Gruppo istruttore impegnato nel riesame dell’autorizzazione integrata ambientale della Raffineria di Milazzo ha deciso di…non decidere. Nella seduta di ieri che secondo gli addetti ai lavori doveva essere quella conclusiva definendo i dettagli della nuova Aia, i cui dettagli saranno determinanti per i futuro dell’azienda, ha deciso di chiedere ulteriori chiarimenti tecnici alla Ram e rinviare a data da destinarsi la riunione. 

Il nodo è legato ai nuovi limiti previsti nel nuovo Piano regionale della qualità dell’aria che il Gruppo istruttore del ministero deve recepire. Se avvenisse, i vertici della Raffineria di Milazzo hanno già anticipato che non riusciranno a rispettare i limiti di emissioni definiti i più rigidi d’Europa mettendo a rischio il prosieguo dell’attività o ridimensionandola in maniera sensibile. In apprensione migliaia di lavoratori tra diretti e indotto. A riaprire i giochi potrebbe essere la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di fronte a cui le industrie siciliani hanno impugnato il Piano chiedendo il blocco e la sua revisione.

Per i sindacati l’aspetto ambientale non può essere messo in secondo piano ma non si possono imporre limiti diversi dalle normative nazionali ed europee che non sono raggiungibili dal punto di vista tecnico. Ieri a prendere parte all’incontro in video conferenza è stato anche il sindaco di Milazzo, Giovanni Formica.

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