Anche a Milazzo la pandemia ha portato ripercussioni psicologiche su molte persone. Tanti i milazzesi che hanno chiesto aiuto sia all’Osservatorio Violenza e Suicidio sia alle singole professionalità che hanno prestato il loro supporto online. E’ quello che emerge dall’indagine “Emozioni e lockdown. Come hanno vissuto gli Italiani la fase 1”.  I risultati verranno svelati dall’Osservatorio Violenza e Suicidio, che con l’equipe di psicologi ed avvocati in gran parte delle regioni Italiane (la sede siciliana si trova a Milazzo ed è seguita da Valentina Sabino per l’area psicologica e Rosella Nastasi area legale) e la supervisione del presidente Stefano Callipo, saranno resi noti una diretta Facebook venerdì 12 giugno alle 19.30 all’interno della pagina Facebook dell’Osservatorio. 

Tutti ricorderemo il lockdown della primavera 2020, questo periodo entrerà nei libri di Storia. Il cambiamento improvviso delle abitudini della nostra vita quotidiana ha prodotto un forte stress, al punto che molte persone hanno accusato forme di malessere di diverso tipo.
Come ha reagito la nostra mente a questo forte stress? Quali sono le principali emozioni che gli italiani hanno vissuto nella fase più acuta del lockdown?
Dei soggetti presi in esame per l’indagine sulle emozioni durante il lockdown, il 73% sono donne ed il 26% uomini.
La maggior parte dei soggetti presi in esame (36,3%) ha vissuto il lockdown senza particolari e gravi difficoltà, ma una percentuale consistente ha dichiarato di aver vissuto il momento con preoccupazione (26,85%).  Il 10,4% degli intervistati ha dichiarato di aver vissuto il lockdown con un senso di frustrazione, il 5,3% con ansia e il 3,7% addirittura con angoscia. Solo il 2,7% dei soggetti presi in esame ha dichiarato di aver vissuto il momento con indifferenza.
In testa alla classifica del sentimento dominante durante il lockdown troviamo la preoccupazione (33,8%) seguita dall’impotenza (13,5%). Un 12,2% ha dichiarato di aver vissuto la quarantena con serenità. Gli altri sentimenti dominanti sono stati la noia (9,9%), la tristezza (7,6%), l’ansia (7,2%), il senso di oppressione (6,3%), la solitudine (4,6%), la rabbia (2,3%), l’indifferenza (1,7%) ed il senso di colpa (0,38%).
Un’altra preoccupazione diffusa è stata quella del protrarsi della quarantena a tempo indefinito (18,1%). Il 15,7% ha temuto di perdere i propri cari, e il 12,8% di non poter tornare alla proprie abitudini di prima.
Gli italiani sono ottimisti: per il 40,6% degli intervistati, la vita riprenderà come prima (40,6%) o addirittura meglio di prima (34,2%). Per il 25,,1% invece sarà peggio di prima.
Riguardo ai sentimenti negativi indotti dalla domiciliazione forzata, la maggior parte degli intervistati (86,9%) ha dichiarato di non essere mai stato indotto ad assumere un atteggiamento di aggressività o violenza, e di non averlo riscontrato neppure nei propri familiari. Il 10,4% ha risposto “a volte”, e il 2,6% ha risposto affermativamente.
Riguardo all’insorgere, in questo periodo, di transitori pensieri suicidarsi, la stragrande maggioranza dei soggetti campione (96,6%) ha risposto negativamente. 

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