Che fine hanno fatto le dieci postazioni di terapia intensiva che la Raffineria di Milazzo aveva donato all’ospedale Fogliani per fronteggiare l’emergenza coronavirus? La fase 1 è finita da tempo ma del nuovo reparto non vi è traccia. Da quello che risulta ad Oggi Milazzo fino non solo l’attrezzatura non è mai stata recapitata ma, addirittura, fino a pochi giorni fa, non risultava ancora nessun ordine da parte della Ram guidata dal direttore generale Luca Amoruso. L’azienda, joint venture paritaria tra Eni e Kuwait, aveva messo a disposizione 400 mila euro ed aveva firmato una convenzione siglata dal direttore Amoruso, dal direttore generale dell’Asp, Paolo La Paglia, e dal presidente di Sicindustria Messina, Ivo Blandina.

Ma cosa è successo? Se dalla Raffineria di Milazzo ottenere risposte diventa sempre più complicato, a chiarire la questione è stato il direttore generale dell’Asp Paolo La Paglia. La Ram avrebbe dovuto acquistare l’attrezzatura sulla scorta delle indicazioni dell’azienda sanitaria ma fino a qualche giorno fa queste non sono state fornite. La Paglia aveva immediatamente dato disposizione agli uffici affinché si attivasse l’iter ma poiché l’industria petrolifera avrebbe espressamente dichiarato che il suo intento era quello di potenziare l’ospedale di Milazzo nonostante il Covid Hospital si trovasse a Barcellona, le cose sono andate a rilento in quanto la priorità era rivolta al Cutroni Zodda dove venivano ricoverati i contagiati da coronavirus.

L’iter, però, oggi si è sbloccato. Un tecnico dell’Asp ha visitato il reparto di Rianimazione mamertino diretto dal dottore Giovani Pagani per verificare lo stato dei locali e individuare i lavori da realizzare per ospitare l’attrezzatura. «Abbiamo deciso di attendere – spiega ad Oggi Milazzo il dottore La Paglia – in modo da scegliere i top gamma che nel momento caldo non erano tutti disponibili e avremmo dovuto accontentarci con quello che offriva il mercato. Oggi potremo ottenere un beneficio più grande e grazie alla donazione della Ram a Milazzo avremo un reparto totalmente nuovo e all’avanguardia». Sui tempi di realizzazione però non ci sono notizie.

Arrivate a destinazione, invece, le mascherine che l’Eni, a livello nazionale, ha donato durante la fase calda della pandemia all’Asp di Messina: 30.000 mascherine chirurgiche, di cui 15.000 per il distretto sanitario di Milazzo, e 15.000 mascherine FFP2 di cui 7.500 utilizzate sempre per il personale di Milazzo.

 

Condividi questo articolo