Il consigliere comunale Gaetano Nanì ha chiesto all’Amministrazione comunale di assicurare maggiori spazi alle attività commerciali, del settore della ristorazione e della movida “che sono ad alto rischio di morte economica. Milazzo – afferma Nanì – è una città che da sempre si è contraddistinta per il suo appeal nei confronti dei visitatori. E’ la città della movida, del divertimento, dell’aggregazione sociale».

«E anche adesso che occorre rispettare le norme sul distanziamento – continua – può continuare ad esserlo a condizione che vi sia l’apertura dei nostri amministratori a sbloccare tutto ciò che invece ha solo prodotto negatività. Pensiamo alla musica al Borgo, alle limitazioni al Tono e al Capo. Quel passato non deve esistere più. Gli spazi pubblici devono essere il punto di ripartenza in sicurezza degli amanti della movida, del divertimento».

 

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La città della Movida ahahah

Davide
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In un momento di gravi disagi e difficoltà sociali, economiche, lavorative, morti e contagiati ovunque, trovo ridicolo dover pensare alla parola “movida”, come se questa fosse una priorità della nostra esistenza. Giusto distrarsi, va bene la musica, ma poter pensare di fare baldoria come si faceva poco tempo fa, ora ammassati ma distanti, con le mascherine (peraltro inutili), la trovo una idiozia!

Davide
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Davide

Il controsenso è nella parola movida, che presuppone, giusto come è stato scritto, aggregazione sociale. Quando una moltitudine di persone, incontrollata, presa dall’euforia, dalla musica, dall’alcol (e qui mi fermo) acquisisce possesso di uno spazio più o meno vasto, cosa volete che accada? Ma vi sembra logico poter parlare di questo in un momento così delicato? Ma vivete nel paese dei balocchi?