Moria di uccelli a Milazzo. Si fa sempre più concreta l’ipotesi che si possa trattare di un focolaio di pseudo peste aviare. Si tratta di una malattia degli uccelli selvatici e domestici ad eziologia virale che non interessa l’uomo ma capace di provocare ingenti danni economici, ad esempio, ad un allevamento avicolo.

Per le vie di Milazzo da qualche giorno sono sempre di più i resti di uccelli su strade e marciapiedi.

Ma anche sulla spiaggia mamertina dove ultimamente non si ritrovano solo i resti di tartarughe caretta caretta ma ora anche di rari uccelli. Nel pomeriggio il biologo Carmelo Isgrò ha individuato sul lungomare di Ponente i resti di ben nove esemplari di Berta Maggiore (Calonectris diomedea), una specie che sembra apparentemente un gabbiano ma che in realtà è difficile da osservare. Uno ha perso la vita ingoiando un amo ma per gli altri si deve accertare la morte. «Alcuni esemplari mi sono stati segnalati è importante che chi ne individua altri ci avvisi perché devono essere recuperati per gli studi ed evitare problemi igienico sanitari», sottolinea Isgrò, promotore del Museo del mare di Milazzo.

Gli esemplari senza vita recuperati da Isgrò saranno spediti all’Istituto Zooprofilattico di Palermo per effettuare i  necessari esami necroscopi e individuarne con certezza la causa.

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Michele
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Michele

Influenza Aviaria H5N8 H7N3 H5N1 ed e’ una zoonosi.

aiuto
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aiuto

e se fosse stato l’ozono a manetta?

Enzo
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Enzo

Effetto onde elettromagnetiche del 5G

Maria
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Maria

È arrivato il 5g anche a Milazzo?
Approfittare della pandemia per istallare antenne è vergognoso!con il tempo si scoprirà la verità! Gli animali non muoio soli,la causa è sempre l’uomo!

Antonio
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Antonio

Ma quando mai, quest’anno non ha piovuto e vento a 200 km/h, c’è in corso uno sconvolgimento climatico e quindi dell’ecosistema, vedi le api, e quindi penso che i volatili sono più danneggiati da ciò