La prima foto da candidato a sindaco di Pippo Midili

Non ne parla ufficialmente nessuno ma nel centrodestra di Milazzo e Barcellona si fa sempre più concreta l’ipotesi di organizzare le Primarie per decidere un candidato unico che consenta di ipotecare la vittoria. Visto il rinvio delle amministrative in autunno si ipotizza di azzerare le intese e congelare i candidati già ufficializzati per trovare una sintesi che ricompatti l’area. «Tutti insieme si vince» è il refrain che si ripete da giorni all’interno di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Diventerà Bellissima.

LE POSIZIONI IN BILICO. Se così fosse a Milazzo a scricchiolare sarebbero le posizioni di Lorenzo Italiano e Pippo Midili, i candidati che hanno diviso il centrodestra. L’amministrazione Formica ha improvvisamente dato segnali di vita durate la fase calda dell’emergenza e ci sono davanti ancora cinque mesi di gestione. Tra gli addetti ai lavori, così,  si comincia a ritenere tutt’altro che scontata la vittoria al primo turno e il posto certo per entrambi i candidati di centrodestra ad un eventuale ballottaggio. Non che il centrosinistra faccia paura, le chiacchiere ora bisognerà tramutarle in fatti concreti (e non sarà facile), ma la possibilità che un esponente di area riesca ad arrivare almeno al ballottaggio diventa seria.

Lorenzo Italiano

LA TERZA VIA. Ed ecco che da un lato si rassicurano stile Matteo Renzi i sindaci in pectore («nessun passo indietro, stai tranquillo») ma la ricerca di una terza via, un nome che dovrebbe mettere tutti d’accordo nel centrodestra, continua in silenzio. Si fa, insistentemente, quello di un consigliere comunale molto istituzionale. In ogni caso ogni movimento o partito potrà far scendere in campo il proprio rappresentante e il più votato sarà appoggiato da tutti,

A bocce ferme, dunque, si ricomincia a discutere. Tante liste e consiglieri si sono accasati per non restare fuori dai giochi a poche settimane dalla presentazione delle liste. Riaprire i giochi conviene a tutti poiché di granitiche convinzioni in giro ce ne sono poche.

TENSIONI IN AULA. A favorire le primarie l’intesa raggiunta all’Assemblea regionale siciliana in sede di approvazione di bilancio e l’emergenza coronavirus che ha sciolto le tensioni che stavano diventando pericolose scintille a ridosso del voto di maggio. Le stesse tensioni che sono state messe in risalto durante il voto del bilancio consuntivo 2017 del primo maggio: è bastato un colpo di scena architettato dai consiglieri vicini al sindaco Formica per fare andare in tilt gli alleati (lasciati allo sbando) e farli litigare platealmente.

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