«Il rischio sanitario legato all’inattività motoria dovrà essere trattato alla pari di altri fattori di rischio». Il grido d’allarme parte dal Movimento Sportivo Milazzese che richiama l’attenzione del governo regionale  sul mondo dello Sport. «Riteniamo opportuno sottolineare – scrive in un comunicato stampa il presidente Gianluca Venuti – quanto si renda necessario porre un correttivo, alla fin troppo stringente ordinanza dei governatore siciliano, in materia di prevenzione sanitaria, che ne vieta lo svolgimento dell’attività motoria. L’attacco alla integrità o al sostegno della salute psico-fisica, scaturitane dall’impossibilità di svolgere l’attività motoria di base (se perpetrato), potrebbe rivelarsi altrettanto grave e dannoso per la salute dei cittadini».

L’esercizio fisico, infatti, è particolarmente importante perché oltre a favorire un buon funzionamento del sistema muscolo-scheletrico aumenta il benessere psicologico e la percezione dell’autoefficacia personale, essenziali nella gestione dello stress e dell’ansia e tensione che la situazione attuale può determinare. 

«Altre regioni, nel merito, – continua Venuti – hanno già provveduto favorendone la ripresa. Il mondo “scientifico” sa bene che la fase di convivenza con il patogeno è inevitabile ed è l’unica soluzione al caso…a meno che le motivazioni di tali restrizioni non intendessero disegnare scenari che sinceramente facciamo fatica ad interpretare. Confidiamo nella ripresa per evitare che dal perdurare di tale condizione possa scaturirne una condizione altrettanto gravosa ed in grado di disegnare scenari sanitari altrettanto e non meno impattanti dal punto di vista economico-socio-sanitario».

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Alex
Alex
5 mesi fa

Quindi secondo lei non è possibile fare esercizio fisico in casa? Non faccia propaganda, non parli solo per dare aria alla bocca..

Claudio
6 mesi fa

Si, state pure tutti chiusi in casa, non morirete di coronavirus perché non è così letale ma sicuramente vi ammalerete di altro ben più grave. Vi stanno facendo il lavaggio del cervello (molto piccolo visto i commenti idioti) … SVEGLIATEVI!!

Un milazzese
Un milazzese
6 mesi fa
Reply to  Claudio

Visto che l’Italia, l’Europa e il Mondo brancolano nel buio, perché non ce la spiega lei la verità ? Ci spieghi perché muoiono 500 persone al giorno, ci spieghi perché in un momento del genere dovremmo sentirci “furbi” come lei e aggirare le regole che ci viene chiesto di seguire. Mi, e ci, illumini.. P.S a me farà male il lavaggio del cervello, a lei farebbe bene un po’ più di educazione.

Angelo
Angelo
6 mesi fa
Reply to  Claudio

A parte che parliamo del 12,6% di mortalità sui contagi che non sono affatto pochi (dati tratti da pubmed, lo Legga se conosce l’inglese), Lei deve ringraziare tali restrizioni se ancora in Sicilia la pandemia non è dilagata. E viene qui a fare lo spocchioso, senza dati certi alla mano dicendo cose a caso? A lei io lavaggio di cervello sarebbe impossibile farlo. Manca la materia prima. Saluti

Lucy
Lucy
6 mesi fa

Il dott. Venuti lo faccia a casa sua un pò di sport, si sarà forse dimenticato di tutti quei podisti a ponente nei primi giorni di restrizioni, gente che l’ultima volta che aveva fatto sport neanche votava la vedevi a correre con la mascherina, senza vergogna…

Ciccio
Ciccio
6 mesi fa

Fatemi capire…il problema sta net all’aria aperta dal fatto che non possiamo fare sport all’aria aperta da un mese? Abbiamo adottato limitazioni estreme per scongiurare un incremento dei contagi, e voi vi preoccupate dell”attività fisica tirando fuori la scusa della “necessità a scopo salutistico”? Esistono vari modi per tenersi in forma. I sacrifici vanno fatti in ogni campo..questo è egoismo

Un milazzese
Un milazzese
6 mesi fa

Trovo che paragonare l’impatto che due mesi di inattività sportiva possano avere a livello socio-sanitario con quello che sta avendo una pandemia che, solo in italia, ha già causato oltre 22000 morti e chissà quanti nelle prossime settimane, sia ridicolo, nonché offensivo nei confronti di chi sta vivendo un dramma nella propria casa o di chi deve continuare a lavorare rischiando la vita.