MESSINA. Salgono a cinque le vittime in provincia di Messina. Oggi altri due uomini di 74 e 90 anni sono deceduti per insufficienze respiratorie al Policlinico Universitario della Città dello Stretto, anche loro provenivano dalla casa di cura  “Come d’Incanto”. Gli anziani erano affetti da altre patologie. Altri 28 ospiti della struttura di via Primo Settembre sono stati trasferiti in strutture sanitarie. 

«Oggi abbiamo trasferito tutti gli altri anziani positivi della casa di riposo ‘Come d’Incanto’ di Messina – ha detto l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza nelle diverse strutture sanitarie della città, in tutto sono complessivamente 62 gli anziani positivi». Proprio oggi Razza ha compiuto un sopralluogo nella casa di riposo messinese dove è avvenuto il trasferimento di tutti gli anziani e degli operatori. Questi ultimi, quasi tutti positivi, si trovano in quarantena nelle loro abitazioni.
L’assessore regionale alla Salute ha ricostruito tutti gli interventi che sono stati attuati dopo le segnalazioni dei primi casi. «Da almeno 72 ore era in corso la procedura sanitaria che ha previsto l’accertamento mediante il tampone di tutti gli ospiti della casa di riposo e dei lavoratori secondo un fattore di complessità crescente; nel senso che prima sono stati individuati i sintomatici, poi quando è stato individuato un possibile focolaio e quindi un cluster territoriale si è proceduto ad un esame su tutti». «Si tratta di persone molto fragili – ha sottolineato Razza – e ringrazio anche il comune di Messina per le attività che ha effettuato dal punto di vista assistenziale e sanitario sentendosi con i direttori delle aziende sanitarie. Ora si deve comprendere come queste strutture siano diventate in tutta Italia luoghi di attenzione, perché la trasmissione del virus non avviene solo con la saliva, ma anche con il contatto con le mani, il contatto diretto anche per trattare i pazienti probabilmente ha determinato maggiore contagio».

Le altre due vittime del messinese sono una donna di 86 anni di Giardini Naxos e un uomo di 81 anni, paziente della casa di cura Cristo Re.

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