Sessantaquattro giorni in mare, lontano da Milazzo e dalla sua famiglia. In navigazione per settimane senza una meta. Sulla Costa Victoria approdata oggi a Civitavecchia, dopo le difficoltà avute per ottenere l’ok all’attracco, c’è il milazzese Omar Laquidara. Secondo Ufficiale di Coperta si è imbarcato il 22 gennaio scorso e da allora non è più tornato a casa. «Siamo partiti per una crociera dalle Maldive all’India e viceversa – racconta Omar – poi abbiamo anticipato e modificato il rientro per via dell’emergenza Coronavirus che cominciava a diventare sempre più preoccupante. Siamo andati via da Dubai per il viaggio di trasferimento, poi la situazione nel mondo è peggiorata e i porti pian piano son stati chiusi. Un ostacolo al nostro rientro che per noi membri dell’equipaggio  è stato in assoluto uno dei momenti più brutti da gestire».

Omar, 33 anni compiuti a bordo due mesi fa, padre di una bambina di dieci mesi, fa questo lavoro da oltre dieci anni. Ormai da giorni lavora costretto a dover soffocare la voglia di riabbracciare la sua famiglia. «Restare per così tanto tempo lontano dai propri cari in una situazione difficile anche in Sicilia è insopportabile. Non so ancora quando potrò tornare a casa, la compagnia ci ha chiesto di fare un sacrificio e stare un po’ di più a bordo e noi abbiamo accettato, considerando anche i tempi di quarantena che ci toccherà rispettare. Ma sapere di essere già in Italia, dopo aver vagato per settimane in cerca di un porto dove poter attraccare, regala serenità».

«Vedo mia figlia – continua – in video chiamata. Tre, quattro, cinque volte al giorno. Ma ormai non mi basta più. Per accettare di non avere nessuna certezza ci vuole veramente tanta forza. Una situazione che comunque riguarda tutta l’Italia». E di forza Omar ne sta avendo tanta. Basta leggere i suoi messaggi per capire quanto questa sia una situazione complicata da gestire per tutti.

«In un primo momento – racconta – dovevamo attraccare a Venezia ma poi la Regione ha rifiutato il nostro approdo. Ora siano arrivati a Civitavecchia». A bordo della Costa Victoria ci sono 1.400 persone. Accolti dalla Protezione Civile, per loro è subito scattato il protocollo previsto per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Anche perchè, come si legge su tutti i giornali nazionali, c’è il caso di una turista argentina scesa dalla nave perché stava male e solo dopo risultata positiva al virus.

«Al momento a bordo stiamo tutti bene – precisa – nei prossimi giorni sbarcheranno i passeggeri. Per noi dell’equipaggio è ancora tutto da decidere».

Pochi messaggi quelli di Omar, scanditi da una connessione che va e viene. Ma ognuno di questi trasmette un amore per il suo lavoro, per la sua compagnia di navigazione e per la sua città che fanno della sua storia un esempio da seguire. Omar ad ogni domanda riflette qualche secondo prima di rispondere, tranne quando deve confessare cosa gli manca della sua città.

«Per me Milazzo – confessa senza alcuna esitazione – è il posto più bello del mondo, mi manca da morire, mi fa paura immaginare un paese fantasma come viene descritto adesso. Per me un altro momento triste è stato quando ho saputo del primo caso di contagio a Milazzo. E’ una persona che conosco bene, un bravissimo uomo. Anche se sono lontano so per certo che è stato in quarantena dal primo all’ultimo giorno. Bruttissimo, invece, è stato scoprire che in Italia ci sono stati anche 800 morti in un giorno».

Adesso Omar è in Italia. «Questo è fantastico – sottolinea per la seconda volta – ma so già che sarà difficile ritornare a casa». A sbarrare il suo rientro a Milazzo molto probabilmente ci sarà anche la decisione del presidente della Regione Nello Musumeci che ha blindato l’ingresso in Sicilia.

Rossana Franzone

 

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Master
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Master

Piena considerazione per un collega ma quando navigavo sono stato pure 5 mesi senza scendere a terra e mi dovevo accontentare di una telefonata ogni 10-15 giorni a 12 Dollari Americani al minuto. Ho lasciato le mie figlie nella culla e le ho trovate che camminavano. Solo navi petroliere senza alcun confort. Adesso per 64 giorni su di una nave da crociera tra un po verrà fatto martire.

Navigator
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Navigator

Master sembri uno che parla per invidia. Visto che le navi sono ferme ed hanno problemi ad ottenere la libera pratica , ogni marittimo a lungo corso (a prescindere dal tipo di nave) si trova in difficolta’. Da iuomo di mare quale ti reputi crte esternazioni non andrebbero fatte

Milazzese
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Milazzese

Lì sopra ha tutti i confort… Che bisogno ha… Articoli più seri, please

Rosaria
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Rosaria

Almeno lui è già in Italia mio figlio è ai Caraibi con la Costa favolosa in mezzo al mare perché non li fanno attraccare in nessun porto ..noi genitori stiamo i pensiero perché girano da un porto all’altro ed hanno qualcuno ammalato…come si puo’fare a sbloccare questa situazione….

Patty
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Patty

Così come Lui ci sono altre milazzesi che stano più di 64 giorni fuori da casa, ansi fuori dal paesi, varato in mezzo al oceano, loro sano che nn possono rientrare in Italia e lo accettano per il loro bene e sopra tutto per i suoi familiari.