«E’ del tutto normale che le raffinerie siciliane, per decenni abituate ad inquinare senza limiti adeguati, adesso si lamentino: per rendere gli impianti meno inquinanti sono necessari investimenti. Non è però accettabile che le istituzioni diano credito alle lamentele più assurde, come quella secondo cui i limiti previsti dal Piano sarebbero irraggiungibili dal punto di vista tecnico».  Le associazioni ed i comitati ambientali della valle del Mela entrano nel dibattito sul rischio concreto che può portare ad un blocco della raffineria di Milazzo a a causa delle rigide prescrizioni a partire dal 2022. 

Nel 2018 la Regione ha approvato il Piano di qualità dell’aria, che entrerà a pieno regime nel 2027 ed  obbliga le industrie a ridurre l’inquinamento il più possibile, senza ridurre la produzione.

«Da decenni i cittadini della valle del Mela sono costretti a subire sulla propria pelle gli effetti nefasti di un’industria pesante non adeguatamente normata -scrivono –  I dati sanitari sono spesso allarmanti, come ad esempio l’eccesso di malformazioni congenite più grave d’Italia (+80%) riscontrato nel recente rapporto “Sentieri”. Non va senz’altro meglio nelle altre aree inquinate della Sicilia.  Tali limiti non sono stati stabiliti arbitrariamente: fanno riferimento ad un documento emesso dalla Comunità Europea, che indica i limiti che possono essere rispettati con l’applicazione delle migliori tecnologie oggi disponibili: si tratta quindi, per definizione, di limiti perfettamente raggiungibili, basterebbe adeguare gli impianti con le giuste tecnologie».

Secondo gli ambientalisti più investimenti vorrebbero dire più lavoro. «I lavoratori non vanno strumentalizzati, peraltro dando informazioni errate (i lavoratori diretti RAM sono 600, di cui circa 540 dalla provincia di Messina, ovvero meno dello 0,1% della popolazione). Fare marcia indietro sul Piano vorrebbe dire proteggere i profitti e cedere all’avidità di azionisti senza scrupoli. Vorrebbe dire sacrificare la salute dei cittadini e dei lavoratori, condannando la valle del Mela e le altre aree inquinate a subire più sofferenze e malattie”.

Poi, l’appello al  Sindaco di Milazzo e all’assessorato regiomnale all’Ambiente. «Siamo pronti a lottare contro qualsiasi ipotesi di marcia indietro sui limiti da imporre alle industrie: il Piano di qualità dell’aria va applicato in ogni sua parte. La Regione pensi piuttosto ad adottare al più presto, come previsto dall’art. 272-bis del Codice ambientale, dei limiti sulle emissioni odorigene, magari sul modello di altre regioni o provincie autonome, come la Provincia di Trento. Ricordiamo infatti che i cittadini della valle del Mela sono sottoposti ad un inquinamento senza limiti da parte di tali emissioni, che diverse note Arpa negli anni scorsi hanno indicato essere costituite in gran parte da idrocarburi provenienti dalla Raffineria di Milazzo. Tra l’altro si tratta di emissioni che potrebbero essere connesse, sulla base di alcune evidenze scientifiche, al grave eccesso di malformazioni congenite riscontrato nell’area».

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GuidoSimoneGiovanni A.OnnepStufo di subire veleni Recent comment authors
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Giovanni A.
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Giovanni A.

Sarebbe curioso capire come fa a dire che esistono tecnologie capaci di ridurre le emissioni del 50%. Magari menzionare, piuttosto che scrivere articoli improbabili, vaghi e tendenziosi…

Onnep
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Onnep

Moriremo tutti di tumore

Simone
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Simone

Mi auguro di no, intanto pero’ non mi preoccuperei molto della Raffineria, piuttosto che di quello che mangiamo, che beviamo, che tocchiamo, che repiriamo dietro le auto in fila o quando mettiamo in moto la nostra auto, dopo aver risolto prima questi problemi, chiaramente con le migliori tecnologie, comincerei a pensare anche alla raffineria.

Stufo di subire veleni
Ospite
Stufo di subire veleni

Ben detto!

Guido
Ospite
Guido

DA ANNI ABBIAMO ATTESO LA CHIUSURA DI UNA FABBRICA DI VELENI , PER I LAVORATORI TANTA SOLIDARIETÀ MA POSSONO NASCERE ALTRE ATTIVITÀ PIÙ ADEGUATE ALL’AMBIENTE ( Turismo/Aeroporto ecc…)