Nell’auditorium del liceo Impallomeni diretto della preside Caterina Nicosia si è svolta la VI edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico. Un folto pubblico ha assistito alla manifestazione che ha coinvolto 436 licei classici di tutta Italia. In apertura la Preside ha salutato i presenti sottolineando l’importanza della memoria della cultura classica, custodita anche attraverso l’impegno nello studio degli allievi, patrimonio che è a fondamento della civiltà europea ed occidentale.

Dopo l’ascolto in video del brano “L’ombra delle nuvole” del cantautore Francesco Rainero, è stato letto il testo di Gabriel Bianchi, della I A del Liceo “Repetti” di Carrara, risultato vincitore del concorso di scrittura creativa, ispirato a un passo del De causis plantarum di Teofrasto in cui si discute dei cambiamenti climatici provocati dagli interventi dell’uomo sulla natura. Il testo dello studente toscano costituisce un’importante riflessione sulla lezione dei classici per la necessità del rispetto della natura.

Il cuore dell’evento è stato la performance teatrale degli studenti dal titolo “Sporchi, brutti e … (non sempre) cattivi”, parafrasando il titolo di un celebre film di Ettore Scola. Con il coordinamento della Prof.ssa Maria Miceli, con la guida del prof. Vincent Dominique Trifirò per la scenografia, i costumi e la regia e l’ausilio di tutti i docenti dell’Indirizzo classico (Prof.ssa Cettina Bono, Prof.ssa Gina Campagna, Prof.ssa Cettina Cicero, Prof. Domenico Cutrupia, Prof.ssa Fiorenza Di Stefano, Prof. Antonio Farina, Prof.ssa Laura Gullo, Prof.ssa Maria Grazia Ilacqua, Prof.ssa Mattia Lazzara, Prof.ssa Pina Merulla, Prof.ssa Luana Miroddi, Prof. Massimo Raffa, Prof. Rosario Rossello, Prof.ssa Fortunata Scarmato) gli alunni si sono esibiti in un percorso attraverso classici greci, latini e italiani per dimostrare come il topos letterario brutto/cattivo, molto diffuso presso i Greci, possa essere superato e ribaltato. Ne sono esempio le Eumenidi che Eschilo fa subentrare alle Erinni, cagne del rimorso, definitivamente annientate da Atena attraverso l’esercizio della giustizia.

Nella preparazione dell’evento, molto curata nell’interpretazione, nelle scenografie, nell’accompagnamento musicale e nelle coreografie, tutti gli alunni di tutte le classi dell’indirizzo classico sono stati coinvolti come attori, musicisti, coreografi, scenografi, truccatori. La rappresentazione teatrale è risultata di forte impatto emotivo.

Si è iniziato con un adattamento (in chiave attualizzante) del canto III dell’Inferno dantesco incentrato sulla figura di Caronte “occhi di bragia”, passando per il corteo allegorico delle personificazioni delle Virtù e dei Vizi per arrivare al canto XXXIII col conte Ugolino che, sollevata la bocca “dal fiero pasto”, racconta la propria morte e quella dei propri figli.

Successivamente ci si è spostati sul libro VI della Pharsalia di Lucano, in particolare nel momento in cui Sesto Pompeo, figlio di Gneo Pompeo, consultata la maga Eritto per conoscere il destino dell’imminente battaglia di Farsalo contro Cesare, ascolta la profezia di un soldato defunto riportato temporaneamente in vita solo per svelare la triste sorte del padre e di tutti i pompeiani.

La rappresentazione si è conclusa con scene dalle Eumenidi di Eschilo in cui le terribili Erinni, vendicatrici del matricidio di Oreste, mentre minacciano di morte Oreste, supplice sull’altare di Atena, vengono trasformate dalla dea Atena nelle Eumenidi, divinità benevole protettrici di Atene.

La Notte Nazionale del Liceo classico, come in tutti i licei classici aderenti all’iniziativa, è terminata con la declamazione dei vv. 1-38 dell’Agamennone di Eschilo.

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