MESSINA. E’ una vicenda autobiografica “La casa di Henriette” il nuovo libro dello psicoterapeuta adleriano Domenico Barrilà, che sarà presentato a Messina, alla libreria Bonanzinga di via XXVII luglio 78, domenica 8 dicembre alle 18. L’incontro verrà moderato da Graziella Lombardo.

Sarà un incontro per poter avere un confronto diretto con il messinese e autore di una ventina di saggi tradotti in moltissimi paesi, che per la prima volta dà alle stampe, con Sonda Editore, un commovente romanzo sul rapporto che lo lega alla sua città d’origine. Si tratta di un romanzo dove c’è un concentrato di vite. Uno spaccato che abbraccia un secolo e mezzo raccontato da un uomo capace di conferire quella dignità senza la quale l’ umanità collassa.

LA TRAMA. “La casa di Henriette” è una vicenda autobiografica, toccante e poetica, l’incontro casuale o forse no, con una bambina morta nel 1883, che avrà l’effetto di un terremoto, prima nella vita di un adolescente, poi dell’uomo e del professionista. «E’ il racconto – dice Domenico Barrilà – di un passato, il nostro passato di messinesi, non tanto remoto che aiuta a guardare dentro di noi, a comprendere che non siamo immortali, a pensare con maggiore considerazione le attese di chi sceglie di migrare, ma che soprattutto aiuta a riconoscere nella memoria, nelle radici, il valore su cui si fonda la storia dell’Europa e di chi l’ha abitata»

L’AUTORE.  Domenico Barrilà, psicoterapeuta e analista adleriano, è impegnato da oltre trent’anni nell’attività clinica, che accompagna con una produzione editoriale dalla quale sono scaturiti una ventina di fortunati volumi, diversi dei quali tradotti all’estero. Oltre ad avere collaborato con alcune testate nazionali, è stato autore, ideatore e coordinatore di due collane nonché supervisore scientifico di progetti pensati per la prevenzione del disagio.
È stato docente presso la Scuola di Psicoterapia dell’Istituto Alfred Adler di Milano e didatta propedeutico presso la Società Italiana di Psicologia Individuale, fino al 2003.
Da qui in avanti si è dedicato con maggiore intensità all’attività di prevenzione, assecondando il suo profondo interesse nei confronti della responsabilità sociale della psicologia, che si è tradotto in una costante presenza sul territorio, anche attraverso un migliaio tra conferenze e seminari svolti in Italia e in altri paesi.
Con Feltrinelli Urra ha pubblicato I legami che ci aiutano a vivere (2012; Ue, 2015), Quello che non vedo di mio figlio. Un nuovo sguardo per intervenire senza tirare a indovinare (2016) e I superconnessi. Come la tecnologia influenza le menti dei nostri ragazzi e il nostro rapporto con loro (2018).

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