«Musumeci non può scaricare la responsabilità sui primi cittadini. Forse non conosce la storia e i fatti. I sindaci di questo territorio hanno fatto le barricate insieme alle associazioni e i cittadini per chiedere l’approvazione del piano paesaggistico dell’ambito 9. Quindi è assolutamente superfluo il confronto».

L’Adasc bacchetta il governatore che ancora oggi non ha firmato il Piano Paesaggistico che bloccherebbe la nascita di altri insediamenti industriali e metterebbe la pietra tombale sul Termovalorizzatore di San Filippo del Mela che vorrebbe realizzare A2A (LEGGI QUI).

«Noi chiediamo la firma del piano perché da questo strumento di pianificazione dipende il futuro della Valle del Mela e dei cittadini – scrive il presidente Peppe Maimone  –  Sorprendente l’affermazione di Musumeci che entro il 27 ottobre prenderà le sue decisioni. Da 170 giorni è al corrente della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale».

Ad essere contestato dal TAR non è stato il contenuto del Piano, ma un vero e proprio cavillo formale. Il decreto di adozione del Piano (emanato quasi 10 anni fa) avrebbe dovuto firmarlo l’Assessore anzichè il Dirigente generale dell’assessorato. Per tale motivo la sentenza ha assegnato 180 giorni di tempo alla Regione per ri-adottare il Piano.
Se Musumeci dovesse decidere invece di non apporre la sua firma, il Piano perderà validità.

«Senza l’approvazione del Piano la Valle del Mela ritornerà ad essere punto di riferimento degli industriali – accusa l’Adasc – Esiste il rischio concreto che venga realizzato l’inceneritore del Mela. Musumeci deve chiarire definitivamente se vuole tutelare il Comprensorio della Valle del Mela con i residenti che sono quotidianamente bersagliati da un inquinamento ambientale.  Lo capiremo dalla decisione che assumerà. I cittadini sono già pronti ad azioni di protesta per difendere il diritto alla salute contemplato anche nella Costituzione della Repubblica italiana».

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