La pena più alta, 11 anni e 2 mesi di reclusione, è stata inflitta al milazzese Francesco Ruvolo, 62 anni, di Milazzo considerato ai vertici della banda accusata di razzie nelle abitazioni  ed esercizi commerciali di Milazzo, Spadafora, Torregrotta, Venetico, San Pier Niceto e Pace del Mela. Il tribunale di Barcellona, nonostante abbia alleviato le pene richieste dal pubblico ministero, non ha fatto “sconti” nei confronti della banda che, secondo le accuse degli inquirenti, avrebbe fatto continui raid nel comprensorio mamertino. Gli imputati dovranno risarcire in separata sede il risarcimento die danni in sede civile. 

I giudici del tribunale di Barcellona hanno condannato ieri (in primo grado) sette degli otto imputati rinviati a giudizio a seguito dell’operazione Picasso eseguita lo scorso 8 maggio dalla polizia di Milazzo, all’epoca guidata dal vice questore Simone Scalzo

I giudici hanno inflitto 8 anni e 9 mesi  e 1300 euro di multa per Andrea Cuzzupè, 42 anni di San Filippo del Mela; 8 anni e 6 mesi  di reclusione e 1200 euro di multa per Sasha Luigi  Calderone, 33 anni di Pace del Mela. Quest’ultimo è stato condannato al pagamento di una provvisionale di 10 mila euro in favore delle persone danneggiate.  Sette anni e 6 mesi per Vincenzo Rodriguez, 26 anni di Spadafora; 3 anni di reclusione e 3 mila euro di multa ad Edmond Ndoj, 40 ani di origine albanese , residente a Milazzo.

Concessione della sospensione della pena per Graziella Crudele, 48 anni, condannata a d un anno e due mesi  e 200 euro di multa mentre 1 anno e 4 mesi  e 300 euro di multa è stata la pena per la figlia Maria Ruvolo, 28 anni, entrambe di Milazzo. Si tratta, rispettivamente, della moglie e della figlia di Francesco Ruvolo, 

Il tribunale ha assolto dall’accusa di ricettazione  Venera Lenzi, 26 anni di Torregrotta.

L’operazione è stata chiamata Picasso, dal nome dell’auto utilizzata da Francesco Ruvolo, colui che è stato ritenuto il capo della banda.

 

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