L’ultimo segnale proveniente dal costone che sovrasta il sentiero della Baia di Sant’Antonino è stato un grosso masso rotolato sul sentiero, rappresentando un serio pericolo per i visitatori. Il motivo è semplice: nel recente passato numerosi incendi hanno lambito tutta la macchia mediterranea, costituita da ginestre, lentischi, euforbie, e ulivi selvatici secolari. Ma nessuno ha preso provvedimenti.

“Questi segnali di distruzione spiega Legambiente del Tirreno – non sono stati raccolti da chi di competenza e nessun progetto di messa in sicurezza è stato realizzato, con opere di ingegneria naturalistica con piantumazione di essenze naturali come le ginestre, lentischi, euphorbie ed altre essenze della macchia”. 

“Oggi ci si meraviglia perché il costone si sgretola – continua l’associazione del Cigno Verde – la causa sono gli incendi che negli anni l’hanno rasa al suolo riducendola in una macchia nera. Incendi che sono partiti dalle scogliere e col vento hanno raggiunto le parti sommitali della Baia, rompendo quell’intreccio strategico di radici per la staticità del costone”.

Le secolari e profumate ginestre, dalle radici profonde, micropali naturali, che insieme ad altre essenzerappresentavano per gli osservatori una lezione di ingegneria naturalistica a cielo aperto.

Questo sentiero è stato uno dei tanti riscoperti dai volontari nazionali e internazionali di Legambiente. “Sentieri che andavano attenzionati con progettazioni responsabili di ingegneria naturalistica. Sentieri storici che hanno garantito la fruizione del patrimonio naturale di Capo Milazzo che collegavano le civiltà marinare e contadine che oggi rischiamo di perdere”, conclude la nota di Legambiente.

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È tutta Milazzo che è stata abbandonata dall’amministrazione. Basta vedere lo stato dei terreni che ha e del castello dove parti stanno finendo inghiottire da erbacce
Intanto l’amministrazione pensa solo ad opere faraoniche come l’ecoporto che, piazzato in mezzo al mare coprirà la visuale della baia di Milazzo, ed alla presa in giro della AMP i cui scopi principali non sono la protezione del mare

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Bisognava sfruttare i finanziamenti della regione (già assegnati) che sono stati capace di perdere!!! complimenti