Da lunedì 12 agosto l’area marina protetta di Capo Milazzo ritornerà fruibile ai diportisti. Il Ministero dell’Ambiente ha approvato il disciplinare provvisorio delle attività consentite nell’Area marina protetta “Capo Milazzo” che era stato deliberato giovedì sera dal Cda del Consorzio presieduto da Giovanni Mangano.
Una approvazione a tempo di record da parte degli uffici del Dicastero dell’Ambiente proprio per dare una prima regolamentazione alle attività nello specchio d’acqua che è sede di Riserva, in attesa di quello che poi sarà il Regolamento di esecuzione e di organizzazione previsto nel decreto istitutivo dell’Amp.

“Si era detto che una volta costituito il Consorzio si sarebbero immediatamente create le condizioni affinché la presenza dell’Area marina non fosse un limite per chi va a mare, sia per la pesca, sia per l’attività nautica – afferma Mangano –. Così nel giro di appena 24 ore dall’insediamento siamo riusciti a dare questa risposta.

ECCO DOVE FARE UN TUFFO. Il Disciplinare oltre a prevedere due zone di ancoraggio a Capo Milazzo prevede la riapertura alla piccola pesca artigianale dei residenti, alla pesca professionale e a tutte le attività legate alla subacquea  (diving, visite guidate, noleggi). Grazie a questa regolamentazione – che resterà in vigore sino al 31 dicembre 2019 – dunque si riescono ad assicurare in via transitoria delle attività. A fine estate, così come annunciato, convocherò dei tavoli tecnici con tutte le parti interessate per analizzare le esigenze dell’intero comparto e valutare tutte le soluzioni possibili da inserire poi in quello che sarà il Regolamento esecutivo che, nelle mie intenzioni, dovrà essere frutto di una condivisione la più ampia possibile”.

Il presidente Mangano ha poi comunicato che il Disciplinare sarà operativo già da lunedì 12 agosto «e per le attività che richiedono autorizzazione procederemo, già dalla prossima settimana, alla predisposizione della modulistica che sarà scaricabile on-line oppure a disposizione presso l’ufficio segreteria del sindaco del Comune».

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Carissimi CDA e amministrazione milazzese potrei sbagliarmi ma mi sembra che alcuni dei mezzi nautici dei corpi dello Stato che vi aiutano a fare la caccia a cittadini, diportisti e pescatori all’interno dea AMP hanno motori inquinanti non in regola con le norme CEE del 2003.
Come permettere loro di entrare nella AMP? Non inquinano anche loro?

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Alla faccia della protezione dell’ambiente marino il modulo di autorizzazione alla pesca prevede che si possa pescare con innumerevoli metodi all’interno della AMP. Certo manca la possibilità di pescare con esplosivo, veleno ed autorespiratori ma, per pesci e molluschi, è meglio scapparsene a pinne e conchiglie levate!!!
È questa una vera AMP o una presa in giro?

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Ho letto i moduli delle autorizzazioni e c’è da ridere o meglio piangere per la povera Milazzo. Esempio per le immersioni. Chi l’ha scritta non sa che ci sono immersioni in apnea e con autorespiratori o magari considera la stessa cosa. Perché bisogna dire da che barca ci si immerge? Non sa che si può partire dalla spiaggia? È vietato farlo? Ma se si usano più barche perché devo rifarla ogni volta?

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Cari CDA e Comune la notizia odierna è che, forse, a breve avremo nuovamente dei ministri dimissionari. Visto che vi siete fatti approvare questa finta AMP da un ministro poco prima che si dimettesse, perché non ne approfittare anche questa volta e vi fate modificare la legge per fare una vera AMP o, meglio, per farla annullare. A Milazzo bastano 3-4 ordinanze fatte rispettare seriamente

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Non so l’età i componenti de CDA ma mi sembrano abbastanza giovani. Probabilmente non hanno, causa l’età, mai visto che meraviglia era il mare di Milazzo in passato
Un periodo in cui il Comune gli voltava le spalle permettendo di tutto dalle fogne alla pesca di ogni tipo incluse bombe e autorespiratori. Ora si è inventata una pseudo AMP per intercettare finanziamenti ma quel mare non tornerà piu.