il capitano Francesco Terranova (FOTO OGGI MILAZZO)

«La cosa più importante è che abbiamo recuperato l’uomo vivo. Non arrivare in tempo era il nostro più grande timore visto che è rimasto in acqua per oltre due ore». La precisazione arriva dal comandante della Capitaneria di Porto di Milazzo Francesco Terranova poche ore dopo il salvataggio nelle acque di Ponente del detenuto scappato ieri sera dal carcere di Barcellona. «La nostra – precisa – è stata un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Polizia Penitenziaria. Scattato l’allarme siamo usciti in mare con una nostra motovedetta e da Calderà fino alla spiaggia milazzese di Ponente abbiamo lavorato per individuare e recuperare il detenuto che, per evitare di essere fermato, si è buttato in mare».

Ieri, poco dopo le 22, due carcerati del penitenziario Madia sono evasi. Il primo, il palermitano Angelo Castronovo è stato arrestato pochi minuti dopo la fuga. Il secondo, il siracusano di 23 anni Emanuele Gallaro è stato inseguito per ore e alla fine, dopo il recupero degli uomini della Capitaneria di Porto alle 2.20, è stato arrestato. «Non appena abbiamo salvato il detenuto in mare – continua Terranova – lo abbiamo scortato fino al Porto di Milazzo dove è stato arrestato dalla Polizia Penitenziaria e dai Carabinieri». Imponente il lavoro delle forze dell’ordine di Milazzo e Barcellona che da terra hanno seguito le operazione in mare della motovedetta.

L’uomo è stato subito riportato nel carcere barcellonese. Secondo le prime ricostruzioni i due sono fuggiti allargando le sbarre della loro cella. L’uomo in fuga è stato recuperato dagli uomini della capitaneria di Porto a Ponente, nel milazzese, più o meno all’altezza del lido Sajonara. «E’ stata un’operazione – conlude Terranova – complessa. Il buio non ha facilitato per niente le ricerche ma siamo riusciti a portarla a termine con un ottimo risultato».

 

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