«Abbiamo sentito un boato, un’esplosione e dopo è stato l’inferno. Non abbiamo neanche avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo». Giuseppe Irato è un milazzese di 54 anni che ieri, quando c’è stata l’eruzione dello Stromboli, si trovava a Ginostra. «La montagna – racconta – si è ricoperta di fumo. Pietre e lapilli incandescenti volavano dappertutto. E poi l’incendio, divampato nel giro di pochi minuti è arrivato fin dentro le case. E’ stata un’eruzione di un’entità mai vista. Io su quest’isola ci sto spesso e da tantissimi anni, ho anche allenato la squadra Sciricco, ma non ricordo mai una cosa del genere». Giuseppe Irato, da tutti conosciuto a Milazzo come Latella, a Ginostra lavora. E’ stava proprio lavorando quando all’improvviso ha sentito tremare l’isola. «Ancora prima del boato abbiamo avvertito come un vuoto d’aria a tal punto da avere fastidio alle orecchie. La prima eruzione – spiega – è stata centrale le altre dalla bocche laterali, vicino la sciara. Ci siamo subito riparati dentro le case e sotto le travi delle abitazione. Eravamo in tanti e la situazione si aggravava da un minuto all’altro».

L’incendio, infatti, ha invaso l’isola e raggiunto anche l’interno di alcune abitazioni distruggendole. «I primi ad arrivare su un gommone – continua – sono stati gli uomini della protezione civile per prestare i primi soccorsi. E solo quando è svanito il fumo sono arrivati i canadair che hanno spento definitivamente l’incendio». Attimi di terrore per tutti. Molti hanno deciso di abbandonare subito l’isola grazie ai mezzi messi a disposizione dalle compagnie di navigazione. Settanta in tutto. Altri, come Giuseppe Irato, sono rientrati stamattina. «Devo tornare – conclude – per completare il mio lavoro. La ristrutturazione di un’abitazione ma dopo questa esperienza non sarà più lo stesso».

Sull’isola c’era anche Pippo Sfameni. A lui spetta il racconto più tragico. «Dieci minuti – prima racconta – mentre lavoravo è passato un ragazzo accompagnato da un amico. Ha salutato. Così in segno di educazione. Solo dopo ho scoperto che quel ragazzo era Massimo Imbesi. E che il mio probabilmente è stato l’ultimo saluto. Sono ancora sconvolto».

(ha collaborato Alessio Lo Duca)

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Il problema grosso di quest’isola sono le vie di fuga…assenti!!!poteva esserci una strage e la gente che ha capito ha abbandonato subito.Adesso l’isola rispetto agli altri anni è deserta…le attività commerciali arrancano , e si lamentano tutti. Una soluzione a tutto questo potrebbe esserci , abbassare i biglietti degli aliscafi …ma soprattutto i prezzi sull’isola perché è troppo cara!!!