Rendere automatico e gestibile a distanza il Teatro Trifiletti di Milazzo. Quello di Rosalba Scibilia, studentessa dell’indirizzo informatica dell’Istituto Leonardo Da Vinci, è un progetto che unisce passione e percorso di studi. Così il teatro Trifiletti diventa argomento da discutere durante gli esami di Maturità che Rosalba si prepara ad affrontare. E soprattutto diventa un progetto da poter toccare e ammirare durane la prova orale. «Ho deciso di “domotizzare” il teatro Trifiletti – dice Rosalba – usando differenti componenti per poterlo automatizzare e renderlo “al passo coi tempi”. Con la domotizzazione, nel mio progetto è possibile gestire uno spettacolo vero e proprio, con il funzionamento dell’inizio della presentazione e l’esibizione degli attori».

Un lavoro che verrà presentato durante gli esami di maturità. «I componenti che ho utilizzato – continua – sono: Arduino Mega che è una piccola piattaforma che permette lo sviluppo e la realizzazione di automazione e il Bluetooth. La scheda SD viene utilizzata per contenere i file audio, i diodo led per generare l’illuminazione dell’intero teatro,  la striscia Rgb per gli effetti luce sul palco, lo schift register per realizzare la matrice di led».

Previsto anche uno stepper per il presentatore e gli attori sul palco, il sensore del suono per rilevare gli applausi in modo da dare vita ad un gioco di luci nei palchetti, ed infine lo stick analogico per simulare il faro che illumina la scena».

Rosalba è sempre stata una ragazza curiosa e appassionata caratteristiche che sono cresciute grazie anche al percorso di studi. «A scuola – precisa – la mia voglia di imparare è cresciuta notevolmente. Ho avuto professori che mi hanno insegnato a riflettere, ad indagare la realtà, ad avere un mio pensiero critico e maturo e a non lasciarmi trascinare dai giudizi altrui. Un grazie alla nostra preside Stefania Scolaro che è sempre molto attenta nel migliorare l’avvenire dei propri alunni. Lei mi ha insegnato che il senso più profondo è quello di avere gli occhi che brillano per le cose in cui crediamo».

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