LICEO IMPALLOMENI. Se si parla di discipline sportive di autodifesa, nell’immaginario comune si parla di arti marziali, di karate o comunque di discipline molto simili. Difficilmente si parla di Ju-Jitsu. Anche solo pronunciare il nome di questa disciplina in modo corretto ci distrae dall’interesse di capire e scoprire di cosa si parli. Detto questo vi sorprenderà sapere che la nostra Milazzo vanta una scuola di Ju-Jitsu voluta e creata da alcuni ragazzi milazzesi che affascinati da questa disciplina ne hanno fatto una scelta non solo sportiva ma anche di vita ,portando in alto anche a livelli internazionali il nome della loro scuola e della nostra città.

Il Ju-Jitsu è una delle più antiche arti marziali concepita intorno al principio dell’uso efficiente delle energie fisiche e mentali, con movimenti in armonia rispetto a forze avverse. Il nome deriva dalle parole giapponesi JU adattare e JIUTSU cioè arte, tecnica in quanto applicate allo studio dei movimenti. E’ l’antica arte marziale dei samurai in cui veniva fuori la capacita del guerriero di adattarsi con intelligenza e senza spreco di energie alle manovre dell’avversario. Ho assistito con interesse ad un allenamento della trinacria BJJ Milazzo ed anche se d’ impatto si possa restare perplessi in realtà questa disciplina è una vera e propria filosofia di autodifesa.
Mi sono soffermata a parlare con Francesco Saraò e Samuele Chillemi che praticano questo sport gia da tempo scoprendo quanto segue.
Samuele Chillemi cofondatore della scuola ed allenatore :
Che ruolo hai all’interno della Trinacria BJJ Milazzo?
Io sono istruttore e cofondatore dell’associazione Trinacria BJJ Milazzo, che è nata circa sei anni fa, dall’idea mia e di un mio amico, Domenico Tricamo, che avevamo voglia di portare avanti questo movimento del Ju-jitsu che a Milazzo era molto indietro rispetto alla Sicilia ed all’Italia in generale. Abbiamo iniziato affittando un locale, che si poteva definire uno sgabuzzino, abbiamo comprato tutta l’attrezzatura necessaria, ed abbiamo cominciato ad allenarci, spargendo gli annunci, e così abbiamo cominciato ad avere i primi “seguaci”.
 La realtà delle arti marziali come autodifesa, è una realtà già conosciuta e concreta qui a Milazzo, come mai avete scelto il Ju-jitsu, e non un’altra disciplina di difesa personale?
Il Ju-jitsu è un’arte marziale moderna sviluppatasi negli anni ’20 in Brasile, e quindi in Italia è arrivata molto dopo circa 20/30 anni fa, pensiamo a Milazzo era molto indietro rispetto al karate .
Nell’immaginario comune, comunque, risulta essere uno sport particolarmente violento, tu cos’hai da dire su quest’affermazione?
E’ un’affermazione scorretta, perché la violenza se vista come obbiettivo della lotta, cioè per finire l’avversario, può sembrare naturalmente uno sport crudo, ma se tra i due avversari c’è dietro molto studio ed allenamento, soprattutto insieme fra compagni, che va oltre la violenza, non si deve più vedere questo sport come violento e diseducativo, perché è solo impegno ed educazione.
Hai detto prima di essere un allenatore, come è formato il tuo allenamento?
L’allenamento è suddiviso in tre parti: il riscaldamento, di ogni parte del corpo, nella seconda parte si studia tutta la parte tecnica, come combattere, ed infine si simula la lotta. L’allenamento dura in media 90 minuti.
Sei felice degli obbiettivi raggiunti sia a livello personale, che a livello di squadra?
Tantissimo, soprattutto a livello di squadra, perché posso dire che tutti i ragazzi che hanno deciso di “seguirci” fin dall’inizio di questa avventura, ci sono ancora oggi, quindi sono riuscito a raggiungere il mio obbiettivo e cioè quello di creare una squadra unita, ormai la mia seconda famiglia, perché condividiamo tutti la stessa passione, e cerchiamo di migliorare per raggiungere il gradino più alto del podio.
Dopo quelle belle parole che hai detto prima, che il BJJ Milazzo è una seconda famiglia per te, il Ju-jitsu ti ha cambiato caratterialmente?
Sicuramente, il Ju-jitsu ci allontana dalle cattive amicizie, proprio per questo in Brasile, vi è un progetto che è chiamato “Proyecto social” che mira ad allontanare tutti i giovani dalla cattiva via, che rischiano di morire nelle favelas.
Qual è l’attrezzatura che utilizzate per praticare questa disciplina?
Il Tatami, che è un tappeto sul quale ci alleniamo, e poi il kimono, e soprattutto tanta volontà.
Hai mai partecipato a qualche gara sia nazionale che internazionale?
Sì, ho partecipato a varie competizioni in questi anni, però ultimamente mi sono dedicato maggiormente all’insegnamento, però l’altro fondatore, Domenico, ha anche partecipato ai campionati mondiale, con ottimi risultati.
In che risultati sperate per il Ju-jitsu a Milazzo?
Beh, speriamo di crescere e di diventare una delle realtà più grandi della nostra Milazzo.
I bambini praticano il Ju-jitsu, anzi i genitori ve li affidano tranquillamente?
Sì, si , anzi con molta tranquillità. Abbiamo un corso dedicato all’insegnamento ai bambini che partono dai quattro anni, quindi ovviamente l’allenamento è diverso rispetto a quello dei più grandi. Sono presenti le prime due fasi dell’allenamento, ma soprattutto si gioca, loro lo prendono come un gioco e si divertono, un gioco, naturalmente, indirizzato all’insegnamento del Ju-jitsu, ma anche a sviluppare l’intelligenza e la socializzazione
Francesco Saraò, atleta ed allenatore della scuola:
Il Ju-jitsu nasce come sport di autodifesa?
Il BJJ nasce sia come sport di autodifesa ma anche come arte marziale.
Che cosa ha di differente con le altre arti marziali più conosciute?
Quello che differenzia il Brazilian Ju-jitsu dalle altre arti marziali, è la capacità di poter lottare con la schiena per terra, che invece è svantaggioso ad esempio nel karate. Il BJJ ha creato intorno a questo un sistema di autodifesa, che sfrutta il peso dell’avversario a tuo favore.
Come è nata la tua passione per il Ju-jitsu?
La mia passione per il Ju-jitsu è nata inizialmente perché volevo praticare la disciplina delle MMA (Arti Marziali Miste).
Hai mai partecipato a qualche gara sia nazionale, che internazionale di Brazilian Ju-jitsu?
Sì, l’anno scorso ho avuto l’occasione di partecipare al Campionato italiano e mi sono classificato 2° nei Pesi Massimi delle cinture bianche, e in ottobre ho partecipato alla Coppa Scilia della Fijlkam e sono arrivato 1° nei Pesi Massimi
(i Pesi Massimi sono una delle categorie, nelle quali è suddiviso il Ju-jitsu)
La pratica del BJJ qui nella nostra realtà milazzese ha riscontrato esiti positivi, oppure è ancora visto come uno sport particolarmente violento?
Abbiamo avuto un discreto successo negli anni,ed ogni anno abbiamo sempre dei nuovi iscritti, infatti ci siamo trasferiti in una nuova palestra in modo da avere più spazio e maggiore visibilità di prima.
Con voi si è mai allenato qualche campione di Ju-jitsu?
Sì, noi ogni anno organizziamo dei Camp, dove facciamo venire cinture nere di calibro mondiale. Le ultime due estati abbiamo avuto l’onore di ospitare Braulio Estima, lottatore di Mma e Campione Mondiale diverse volte, Gabriel Marangoni ed altri campioni italiani.
Consiglieresti la pratica di questa disciplina sportiva? E se sì perché?
Consiglio, naturalmente, la pratica di questo sport perché insegna come prima cosa la pazienza, ti fa capire che la difesa non dipende solo dalla fisicità e che la forza non è tutto ma occorre sempre essere molto concentrati
Insomma che si tratti di una pseudo lotta o semplicemente di autodifesa fatto sta che è un’arte, una filosofia di vita, un lavoro di squadra un modo efficace per allontanare la mente dal futile e per scoprire la propria forza sia fisica che mentale.

ANDREINA LA CAVA I A Liceo Classico

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