MEDIA GARIBALDI. Istituto Comprensivo Primo. Nell’auditorium della scuola media “G. Garibaldi” di Milazzo, la I D , accompagnata dalla docente di Lettere Maria Grazia Caliri e dal docente di Tecnologia Salvatore Currò, ha incontrato, per un’intervista Emanuela Gitto, assistente europrogettista e Responsabile Area internazionale Azione Cattolica Italiana. Emanuela è molto giovane e molto preparata e ci ha coinvolti tanto con il suo modo di fare gentile. Conosce tante lingue e viaggia in tutto il mondo. Nonostante la sua giovane età ha un curriculum pieno zeppo di titoli ed attività. Ci ha fatto venire voglia di conoscere posti nuovi e di imparare bene l’arabo e l’inglese. L’abbiamo intervistata perché è un vanto per la nostra scuola e per la nostra Milazzo. Prima dell’intervista abbiamo visto dei filmati e delle foto della sua recente visita a Panama. Abbiamo potuto osservare migliaia di bandiere di diversi stati che sventolavano ed abbiamo capito l’importanza del dialogo tra popoli. Tanti giovani di nazionalità diverse uniti da uno spirito di pace e solidarietà.

Lei ha frequentato questa scuola, che ricordi ha?

I ricordi sono tanti, belli e meno belli, posso dire che in generale l’esperienza è stata molto positiva , ancora oggi sono in contatto con alcuni ex compagni delle medie e la scuola media mi è servita molto, soprattutto per lo studio dello spagnolo, perché , essendo una grande viaggiatrice questa lingua studiata qui con un magnifico professore, mi è stata molto utile.

Abbiamo letto che lei è stata nel 2017 assistente europrogettista, ci potrebbe spiegare di cosa si è trattato?

Innanzitutto dobbiamo dire che l’Unione Europea promuove il dialogo tra tutti i Paesi europei attraverso dei progetti. Ovviamente per mandare avanti queste idee l’Europa stanzia dei fondi che o arrivano direttamente agli Stati oppure alle Regioni; ad esempio, qui in Sicilia abbiamo una tipologia di fondo chiamato Fondo Europeo dello Sviluppo Regionale.Per ottenere questi fondi, bisogna mettere su carta un’idea , descrivendo in modo dettagliato i progetti. Il tirocinio che io ho fatto in un’associazione di Bologna riguardava proprio questo , aiutavo un europrogettista a scrivere un progetto Erasmus, di cui sicuramente avrete sentito parlare. L’Erasmus è nato negli anni ‘80, come un accordo tra diverse Università affinchè i giovani potessero andare a studiare all’estero. Nel tempo è diventato qualcosa di più grande, nel senso che “Erasmus” non vuol dire soltanto partire per lo studio universitario, ma anche proporre scambi giovanili e percorsi di formazione per i docenti di diversi Paesi su progetti comuni. E’ un’opportunità di crescita molto importante.

Lei viaggia molto in qualità di Responsabile Area internazionale Azione Cattolica Italiana, ci potrebbe raccontare la sua esperienza?

L’Azione Cattolica è un’associazione di laici che crede in Dio e che si impegna non solo per la Chiesa, ma anche per la società. Io sono stata promossa Responsabile Area Internazionale circa un anno e mezzo fa e insieme ad una collega mi occupo di curare la dimensione internazionale dell’Associazione e di promuovere a livello internazionale varie attività che sono fondamentali per l’Associazione Cattolica Italiana. Come responsabile mi è capitato di dover andare in diversi Paesi come Panama ( due volte), a Betlemme in Palestina, a Buenos Aires in Argentina, per rappresentare l’Azione Cattolica Italiana e ho avuto quindi, l’opportunità di fare progetti e di costruire qualcosa insieme a persone di altre realtà. Ho avuto insomma diverse occasioni per crescere e confrontarmi. Fra poco partirò alla volta dell’Egitto e del Marocco .

Ha conosciuto Papa Francesco?

E’ capitato più volte che fossimo abbastanza vicini sia a Roma sia a Panama, dove Papa Francesco ha presenziato alla giornata mondiale per la gioventù, ma non ho mai avuto occasione di stringergli la mano o avere un dialogo con lui; ovviamente mi piacerebbe che ciò accadesse il prima possibile .

Ha fatto qualche incontro particolare che le ha cambiato la vita in meglio?

Non è solo un incontro che ti cambia la vita, ma, nel mio caso, più di uno. Sicuramente, per me, il più importante è stato il progetto Erasmus in Estonia, in quanto sono entrata in contatto con uno Stato che non conoscevo e ho imparato a conoscere. E’ stato interessante perchè in quell’occasione si è creato un bell’ambiente e ho conosciuto ragazzi francesi, tedeschi con i quali sono rimasta in contatto. Sono incontri che ti cambiano la vita poichè cambiano il tuo modo di vedere le cose. Certo l’Estonia è freddissima in tutti i sensi, lontana dalle nostre abitudini , legata a credenze legate alla natura. Giri, giri e non trovi una chiesa e quando meno te l’aspetti ne trovi una ed assisti ad una cerimonia di Pasqua in una chiesetta con 15 persone ed ascolti una messa in lingua estone (lingua difficilissima) celebrata da un prete della Repubblica Ceca. Scopri che in Estonia hanno conoscenze tecnologiche avanzate, tutto è on line nel timore forse di un’altra occupazione russa.

Cosa le rimane ogni volta che termina un’esperienza, un viaggio e torna in Italia?

Dopo ogni viaggio rimane la consapevolezza di essere cresciuta un po’ di più perchè incontri tante persone, vivi un contesto che non è il tuo e questo è senz’altro una fonte di ricchezza. Ma non è solo l’esperienza vissuta, anche la voglia di condividere, di raccontare quello che si è fatto, perchè non rimanga solo un’esperienza individuale, ma possa essere anche una ricchezza per altri .

Lei è giovane, ma potremmo dire che ha realizzato in parte i suoi sogni?

In parte li ho realizzati, sono contenta di quello che faccio, sono grata per la fortuna che ho avuto ma, come si dice , non si arriva mai, sei sempre sulla strada e, soprattutto,  non bisogna mai fermarsi .

Cosa suggerisce a noi giovani per migliorare gli altri e noi stessi?

Senza lo studio non si va da nessuna parte! Questo è il primo consiglio che mi sento di darvi e che do anche a me stessa; bisogna studiare, non per compiacere professore che ci interroga o solo per prendere buoni voti, ma per la curiosità di farlo, semplicemente per la conoscenza che resta a noi. Fondamentale è anche l’impegno , dobbiamo essere protagonisti di quello che stiamo vivendo a scuola e fuori dalla scuola. Un’altra cosa importantissima sono le lingue straniere , studiare più lingue è molto utile , permette di entrare in contatto con più gente diversa da noi e può essere una chiave per entrare nel mondo del lavoro e non solo.

MARCO FOTI, CHRISTIAN VALENTI I D

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