La pronuncia del Tar sul futuro dell’Area Marina protetta dovrebbe arrivare nelle prossime settimane così la giunta municipale di Milazzo ha approvato una delibera con la quale ha deciso di costituirsi con un atto di intervento “ad opponendum”, di fronte al Tribunale. Dall’altro lato della barricata la società “Marina Santa Maria Maggiore srl” e un gruppo di pescatori contro il ministero dell’Ambiente per l’annullamento previa sospensione del decreto del novembre dello scorso anno con il quale è stato approvato il Regolamento di disciplina delle attività consentite nell’area marina protetta.

Il provvedimento dell’esecutivo Formica scaturisce dalla consapevolezza che “l’ente ha l’interesse a far valere la legittimità del provvedimento ministeriale finalizzato alla tutela del territorio marino”.

Nessun arretramento dunque da parte dell’Amministrazione che ribadisce la propria posizione riconoscendo il lavoro svolto da Ispra sulla perimetrazione e sottolineando che quanto stabilito nel decreto non deve essere considerato penalizzante in quanto il divieto di pesca non riguarda ad esempio le tre secche, ma solo una.

 

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L’AMP di Milazzo, cosi come è concepita non serve certo all’ambiente marino ne ai pesci. Lo si capisce dalla zonazione (con l’assurda della zona A volta a solo ad evitare che il capitano Nemo ci possa scorrazzare col suo batiscafo) fatta per ottimizzare gli introiti del comune derivanti da permessi, licenze, diritti di passaggio, ancoraggio che si farà pagare via le persone assunte dall’Ente Parco

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Cittadino attento

Come mai il sindachello non sì è costituito parte civile per il processo contro gli assenteisti del comune di Milazzo.si deve solo vergognare insieme alla sua giunta.