L’associazione antiracket di Milazzo (Aocm) ha lasciato la Federazione nazionale (Fai) assieme ad altri tre storici sodalizi della provincia di Messina: Barcellona, Patti e Sant’Agata Militello. Una spaccatura “silenziosa” capeggiata dal pattese Pippo Scandurra, ex presidente Fai, che in realtà covava da tempo.

I rapporti con  l’attuale presidente Tano Grasso, fondatore della prima associazione antiracket d’Italia a Capo d’Orlando nel 1990, si sono raffreddati e la leadership non veniva più riconosciuta. Non si esclude, infatti, che nelle prossime settimane altre associazioni italiane possano seguire l’esempio.

Le associzioni “dissidenti”, compresa l’Aocm di Milazzo guidata da Francesco Arcadi, per il momento collaboreranno con “Sos Impresa – rete per la legalità”. Il sodalizio di Milazzo riunisce una cinquantina di commercianti ed imprenditori di Milazzo e della Valle del Mela. Lavora da decenni in silenzio contribuendo con denunce alle forze dell’ordine dell’ordine alla nascita di varie operazioni (vedi Gotha) della procura di Barcellona. Ai processi assistono le vittime con la costituzione di parte civile.

«La crescita delle denunce, la solidarietà verso le vittime e le politiche di prevenzione del rischio usuraio ed estorsivo sono gli obiettivi fondamentali a cui devono tendere tutte le associazioni – ha detto Scandurra – un nuovo migliore rapporto tra associazioni, prefetture, forze dell’ordine e magistratura è fondamentale per superare problemi e criticità che hanno purtroppo segnato alcune associazioni antiracket ed alcuni simboli dell’antimafia che, nel recente passato, si stanno rivelando diversi da quello che volevano rappresentare».

 

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