ULTIMA ORA. Colpo di scena all’udienza dal Gup ancora in corso (ore 11,55) al Tribunale di Barcellona nell’ambito del processo scaturito dall’incendio del serbatoio TK-513 avvenuto alla Raffineria di Milazzo il 27 settembre 2014. Il giudice per l’udienza preliminare Pugliese ha rigettato le circa 150 costituzioni di parte civile dei cittadini che chiedevano un risarcimento danni. Ad essere accolte, invece, le costituzioni dei comuni di Milazzo, San Pier Niceto, Pace del Mela, Monforte San Giorgio e Merì e, in particolare, delle associazioni Adasc, Tsc, Cta, Udicon e Codacons.

Ulteriori dettagli si avranno nelle prossime ore. Il giudice, infatti, si dovrà esprimere al termine dell’udienza sul rinvio a giudizio di nove persone avanzata dal Pm Federica Paiola, tra dirigenti e impiegati della Ram, che a vario titolo avrebbero avuto colpe nell’incidente che per fortuna non ha registrato perdite umane o feriti.

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Davide
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Beh, se ci fossero stati morti e feriti allora il giudice avrebbe emesso le sue severe sentenze e condanne; senza morti e feriti tutto diventa “farsesco”: si mette una toppa qua, una pezza là, e tutto torna alla normalità. Lo sappiamo, quando accade qualcosa di forte, di drammatico, si scuote la coscienza e l’uomo si risveglia dal suo stato di torpore, quindi si agisce e avviene il cambiamento.

Davide
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Se salta in aria la raffineria e non ci rimette le penne nessuno, allora scatterebbe il ‘protezionismo’, il sentimentalismo: la Ram dà lavoro, produce benessere, ecc. Al contrario, se scoppiasse qualcosa e morissero persone, oltre a causare danni a cose, si direbbe: chiudiamola subito, altro che lavoro! Avete visto come si sono mossi subito a Genova, per il ponte Morandi? (il senso è quello).