Per anni sono stati accusati di essere gli stalker della vicina di casa riprendendola con telecamere fisse, spiandola dalla finestra, talvolta insultandola. Addirittura in primo grado sono stati condannati a quattro mesi di reclusione ma ora è arrivata la sentenza di appello che non solo li ha riabilitati con formula piena ma, in attesa delle motivazioni del giudice, non è da escludere che le accuse possano rivoltarsi contro la vicina che li accusava.

La vicenda accade a Capo Milazzo. Protagonisti della vicenda Felice Castellano, 71 anni, e il figlio Carmelo, 35.

Si tratta di una lunga lite fra vicini costellata da plurimi processi. Alcuni dei quali decisi grazie all’utilizzo di telecamere fisse e videoriprese che documentavano la falsità dei fatti narrati dalla denunciante e delle sue amiche.

Nel corso del dibattimento avevano persino raccontato nel dettaglio un’aggressione fisica smentita dalle telecamere. La difesa dei Castellano portata avanti dall’avvocato Pinuccio Calabrò ha dimostrato l’inattendibilità della deposizione della parte civile e dei testimoni. La denunciante era stata già condannata nel 2014 e nel 2016 dal giudice di pace di Barcellona nei confronti dei Castellano (successivamente la Corte d’Appello ha dichiarato la prescrizione del reato verificatosi nel 2007 e 2009). In un video messo agli atti la denunciante, infatti, è stata ripresa mentre graffiava l’automobile di Castellano ma una delle sue amiche testimone dell’accusa (anche in questo processo e in altri cinque) forniva un alibi non ritenuto credibile.

La denunciante chiedeva un risarcimento danni cospicuo poiché sarebbe stata costretta a vendere l’abitazione ad un prezzo inferiore al valore di mercato pur di allontanarsi da quella che riteneva una condotta persecutoria dei Castellano.

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