La consulta dello Sport di Milazzo passa alla fase operativa. Come conferma il presidente Filippo Gitto che sottolinea: Lo sport non ha colori politici».

 «Siamo giunti oltre la metà della legislazione per riuscire ad istituire la Consulta dello Sport il cui obiettivo e di essere in grado di raccogliere le criticità di tutte le società sportive che svolgono attività sportive in qualsiasi federazione o ente. Purtroppo lo sport negli ultimi anni è stato bistrattato dalla politica, senza considerare che il popolo dello sport rappresenta migliaia di cittadini.  La Consulta deve rappresentare tutti coloro che operano per la diffusione e la conoscenza delle attività sportive in un’ottica di collaborazione tra le diverse realtà esprimendo pareri obbligatori ma non vincolanti in ordine alle materie di competenza».

La scorsa settimana è stato istituito l’esecutivo, ora l’intento è quello di creare gruppi di lavoro di esperti per competenza. Tra gli obiettivi, la ricerca di stanziamenti per lo sport per programmazione e progetti preliminari di costruzione, rifacimento, manutenzione straordinaria e riqualificazione degli impianti sportivi. Inoltre, sarà importante calendarizzare manifestazioni ed eventi sportivi a carattere cittadino organizzati o promossi dai vari enti, società e associazioni promotori.

«Vogliamo condividere i criteri generali di assegnazione degli spazi sportivi e sistema delle tariffe per l’utilizzo degli impianti e gestionali delle strutture sportive comunali – continua Gitto –  Per tutto quanto invito tutte le società sportive ad aderire e partecipare alla Consulta dello sport. Per assolvere a questa finalità, a prescindere che abbiano costituito o meno la consulta, si può procedere all’accreditamento formulando relativa richiesta presso il portale dell’amministrazione o chiedere come procedere all’Ufficio dello Sport Comunale. Lo sport è di tutti e di nessun colore. La nostra forza diventa quanto importante per quanti siamo».

Nei giorni scorsi il Movimento Sportivi milazzese aveva contestato all’amministrazione di non averle dato il giusto riconoscimento in quanto promotrice della consulta.

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