«Non ci sono aziende che smaniano per insediarsi nell’area industriale di Milazzo e ciò che resta, come la Raffineria, ha già ridotto drasticamente i propri investimenti, ed i suoi silenzi ad oggi non preludono a nulla di buono». Le parole del sindacalista Pino Foti, rieletto alla guida della Filctem Cgil, non solo sono state contestate dai comitati ambientalisti ma, addirittura, sembrano prive di fondamento.

Luca Franceschini (FOTO OGGI MILAZZO)

LA SMENTITA DI FRANCESCHINI. Il capo del personale della Ram, Luca Franceschini, ha nettamente smentito le parole di Foti durante il suo intervento al congresso provinciale del sindacato rosso che ha rieletto il milazzese Giovanni Mastroeni. Franceschini ha genericamente parlato di oltre cento milioni di milioni di investimenti in miglioramenti ambientali già dal prossimo anno, ma da quanto risulta ad Oggi Milazzo (ironia della sorte, proprio tramite fonti sindacali) l’azienda petrolifera dovrebbe investire circa 500 milioni di euro nel prossimo quadriennio per rendere sempre più tecnologicamente all’avanguardia gli impianti a cui vanno ad aggiungersi altri centinaia di milioni di euro di manutenzione standard.

IL BOOM DEL 2015. L’equivoco nascerebbe dal fatto che dopo il boom del 2015 quando si è verificata la “grande fermata” in cui la Ram ha riammodernato gli impianti (accade ogni quattro anni circa) e sono stati investiti oltre 120 milioni di euro, negli anni successivi gli investimenti sono stato di “soli” 80 milioni ad esercizio, a cui aggiungere circa 50 milioni di manutenzione ordinaria annui.

Pino Foti

LA DIFESA DI A2A. Foti, comunque, è finito nella graticola anche per via della difesa ad oltranza di A2A. Dopo la bocciatura del termovalorizzatore all’interno della centrale di San Filippo del Mela da parte del Consiglio dei Ministri, il sindacalista milazzese si è detto deluso poiché si trattava “dell’unica prospettiva occupazionale”. Facendo andare su tutte le furie i comitati del Mela.«Un’affermazione non solo irragionevole, ma anche ridicola, visto che gli inceneritori danno lavoro a poche decine di persone. Se è questa la prospettiva occupazionale a cui mira il  sindacalista Pino Foti, viene da chiedersi se davvero difenda il lavoro o non piuttosto gli interessi aziendali», ha replicato il “Comitato dei cittadini contro l’inceneritore”.

SINDACATI VICINI ALLA RAM. Il comitato entra a gamba tesa anche sul ruolo dei sindacati nella Ram. «Anche sulla Raffineria il ruolo giocato da certi sindacati è stato dannoso non solo per l’ambiente e la salute di tutti i cittadini del comprensorio, ma anche per gli interessi dei lavoratori stessi – ha scritto in una nota – A marzo infatti certi sindacati hanno caldeggiato l’accordo tra la Raffineria ed il sindaco di Milazzo Giovanni Formica, che ha consentito di mandare a monte le “prescrizioni sanitarie“. Prescrizioni che non solo avrebbero posto fine all’insopportabile fenomeno delle “puzze” ed  avrebbero garantito una riduzione delle emissioni e dei rischi per la salute di cittadini e lavoratori, ma avrebbero anche implicato notevoli investimenti per adeguare gli impianti e quindi nuovi posti di lavoro. Che l’azienda non accettasse di buon grado questa prospettiva è comprensibile. Meno comprensibile è che non sia piaciuta neanche a certi sindacati. Di chi fanno gli interessi, dei lavoratori o piuttosto dell’azienda?», conclude il “Comitato dei cittadini contro l’inceneritore”.

I PROCESSI. Questa è una settimana delicata per la Ram poichè mercoledì 24 ottobre è prevista l’udienza preliminare in cui i vertici aziendali degli ultimi anni sono accusati di reati ambientali. Dopo le oltre 100 costituzioni di parte civile depositate in una udienza analoga del 12 ottobre scorso, mercoledì dovrebbero aggiungersene almeno altre 50.

 

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Neanche Emilio Fede scriveva titoli così fuorivianti. Il giornalista sipspinge ancora pù in la e trova 500 milioni di euro, 400 in più di quanto la stessa raffineria ammetta. Poi prende il cominicato di un comitato per la difesa del territorio e lo incastona in un’apologia senza quartiere dell’industria. Un esempio di pressimo giornalismo, mio caro Cusuram

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Il giornalista è bravo se prende per ora colato i comunicati di questi fantomatici comitati senza volto e senza nomi. Se invece, approfondisce e scopre che non solo non c’è un calo degli investimenti per migliorare tecnologia e ridurre emissioni, ma oltre ai 100 milioni di Franceschini per il 2019 ce ne sono altri 400 di milioni nel quadriennio fa cattiva informazione? Ora capite perchè alle vostre manifestazioni siete in 30?

davide
Ospite
davide

Si, come il 28 gennaio 2018…10 mila 😀 Comunque senza volto e senza nome semmai ci sarà lei

vincenzo
Ospite
vincenzo

I sindacati sono diventati poco credibili ed i sindacalisti si fanno solamente i propri interessi.
Quindi anziché andare in giro a dire menzogne, si mettano a lavorare.
Io spero che il governo attuale li faccia sparire.

Onnep
Ospite
Onnep

Impianti vecchi destinati alla chiusura hanno fatto solo il minimo. Risarciscano i morti e tutti i comuni che inquinano da 50 anni.

Giulio
Ospite
Giulio

Franceschini, che avrebbe titolo a parlare, dice 100 milioni… a oggi Milazzo risultano 500 e ci fa anche il titolo del pezzo. Nel frattempo le perdite di idrocarburi si sprecano e si muore di puzza e non solo di puzza