Pino Ragusi

Il sindaco Giovanni Formica l’aveva detto nel corso di un recente consiglio comunale: «Non mi scandalizzerei se delle aree demaniali finissero nelle mani dei privati per realizzare attività conformi e compatibili con gli obiettivi di interesse pubblico visto che il Comune non ha nè mezzi nè fondi. Mantenerle nella nostra disponibilità senza avere la possibilità di renderle fruibili non so a chi giovi». Il primo cittadino si riferiva all’area del Paladiana ed è stato preso in parola. Al protocollo dell’Ufficio Demanio del comune di Milazzo è stata presentata una manifestazione d’interesse per ottenere in concessione l’area occupata dal Paladiana di Milazzo.

A presentarla è stato il Nuovo Circolo Tennis e Vela presieduto da Pino Ragusi che da decenni occupa l’area adiacente, di fronte al Palazzo Municipale. Tecnicamente si tratterebbe, nel caso l’iter andasse a buon fine, di un ampliamento della concessione in atto da decenni. L’idea è quella di realizzare strutture che consentano al sodalizio di ampliare e sviluppare le sue attività sportive a cominciare dal tennis, vela e canottaggio con la realizzazione di campi e locali attrezzati come una palestra attrezzata. Spazio anche per sport parolimpici.

Naturalmente si tratta di un “segnale”. L’iter è lungo e complesso visto che potrebbero esserci altri pretendenti e bisogna capire se il Comune ha intenzione di riprendersi le aree che rimangono abbandonate da un decennio. Non bisogna dimenticare, inoltre, che nell’agenda politica locale c’è l’approvazione del Pudm, quello che comunemente viene definito piano delle spiagge e che dovrà normare pure quella zona.

Il Demanio nei giorno scorsi ha notificato al Comune di Milazzo l’ingiunzione di sgombero del Paladiana su cui da decenni c’era in corso un contenzioso tra i due enti. Palazzo dell’Aquila dovrà lasciare entro 30 giorni l’area che si estende per 4590 metri quadrati in quanto occupati “abusivamente”. Rimarrà nella disponibilità del comune la sala a vetri. L’ente regionale ha chiesto anche «eventuali crediti spettanti all’erario derivanti dall’abusiva occupazione».

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