Zero a zero e palla al centro. E’ tutto da rifare l’insediamento del comitato scientifico, frutto di un accordo ministeriale,  che dovrà scegliere un ente terzo a cui affidare lo studio sanitario che dovrà fotografare il grado di inquinamento ambientale e sanitario del comprensorio di Milazzo. Alcuni enti stamattina hanno revocato le nomine.

L’INSEDIAMENTO FRETTOLOSO. Il comitato, con una frettolosità ingiustificata, si era insediata a giugno, un paio di giorni prima delle elezioni amministrative nella Valle del Mela. Addirittura il comune di San Filippo, in quel momento guidato dal commissario straordinario Alfredo Biancuzzo, aveva redatto la proposta di  statuto che prevedeva otto componenti con relativi rimborsi spese, l’elezione di un presidente, vice presidente, segretario, vice segretario e di un coordinatore per la una durata di ben cinque anni rinnovabili, con un badget di 100 mila euro di finanziamento per ogni comune (200 mila complessivi l’anno) a carico della raffineria di Milazzo che si accollerà i costi dello studio. Presidente era stato eletto il medico pacese Pasquale Andaloro la cui nomina è stata revocata dal neo sindaco di San Filippo del Mela, Gianni Pino .

IL “CARROZZONE”. Una scelta, quella di Biancuzzo, che ha lasciato perplessa la Raffineria di Milazzo che, pur confermando la volontà di mantenere fede agli impegni assunti con l’accordo – che prevede anche l’acquisto di centraline per una rete di monitoraggio in tempo reale – aveva sottolineato in una nota a firma del direttore generale Piero Maugeri inviata alle amministrazioni che l’intesa ministeriale prevedeva la costituzione di un comitato tecnico – scientifico con il solo l’obiettivo di selezionare l’ente di ricerca nazionale a cui far condurre gli studi, definendone gli obiettivi e monitorarne l’andamento. Contestata anche la durata che non corrisponde a quella prevista degli studi che dovrebbero attestarsi in circa 2/3 anni. Il destinatario del finanziamento, inoltre, in base all’accordo, è l’ente di ricerca e non la commissione.

L’INCONTRO. Stamattina la svolta. Si è svolto  a palazzo dell’Aquila un incontro tra i sindaci del Comune di Milazzo e di San Filippo del Mela, i rappresentanti della Città Metropolitana di Messina ed i vertici della Raffineria di Milazzo. Oggetto della riunione era la definizione dei membri del Comitato tecnico scientifico che si è deciso di costituire lo scorso 28 marzo in occasione delle riunioni che hanno visto impegnati gli amministratori ed il management di Ram, per il rilascio dell’Aia ministeriale alla stessa azienda.

LE NOMINE. Al termine del confronto si è proceduto alla designazione dei membri di ciascun ente interessato. Per il Comune di Milazzo il sindaco Giovanni Formica ha riconfermato i coniugi Marina Capone (chimico) e Ferdinando Merendino (geotecnico), mentre per la “Città Metropolitana” i prescelti sono Antonio Ferraro e Antonio Donato (revocata la nomina del biologo Antonio Artemisia e dell’ingegnere Filippo Cucinotta). Il sindaco di San Filippo del Mela, Gianni Pino ha comunicato che non confermerà il medico Pasquale Andaloro e l’ingegnere Eugenio Cottone. Fornirà le proprie indicazioni entro martedì 25. I rappresentanti della Ram (il direttore generale Pietro Maugeri e il direttore del Personale, Luca Franceschini) hanno invece comunicato che i loro rappresentanti saranno i professionisti Luigi Manzo e Carlo Zocchetti.
Il Comitato tecnico scientifico tornerà a riunirsi il prossimo 26 settembre alle 15 nei locali del Comune di San Filippo del Mela.

PREFETTURA. Domani – giovedì 20 – invece in Prefettura a Messina alle ore 17 si terrà una riunione promossa dal prefetto Librizzi per una valutazione congiunta delle problematiche connesse alla Raffineria. All’incontro parteciperanno il sindaco della Città Metropolitana di Messina, i sindaci di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto, il dirigente dell’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, il dirigente generale dell’Asp, il direttore dell’Arpa di Messina, il responsabile della Protezione civile regionale di Messina ed il direttore della Raffineria.

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Lino
Lino
1 anno fa

Accordi, studi, chiacchiere e tempo perso … Si studia l’acqua calda. Ma la vogliamo chiudere o no? Giudici, è ora di far finire questo scempio!!!

Giuseppe
Giuseppe
1 anno fa
Reply to  Lino

No non vogliamo chiudere

AntonioM
AntonioM
1 anno fa

Ad occhio e croce mi sembra solo un rimescolamento che serve ai nuovi sindaci per nominare propri “amici”.
La RAM sara’ contenta perche’ tutto cio’ rallenta ancora di piu’ un processo lungo, farraginoso ed inutile che serve a dimostrare che si stanno facendo degli studi sulle (eventuali) emissioni nocive.
Tali studi sono gia’ disponibili, fatti da enti di ricerca seri. Utilizzate quelli!

Lulu
Lulu
1 anno fa

Mettetevi tutti d’accordo, tanto poi chi ci mette le penne sono sempre i cittadini… Ma perché della salute di tutti devono decidere persone che magari neanche vivono nei luoghi? Fate un referendum e vediamo chi vuole ancora sopportare di morire per la raffineria.

davide fidone
davide fidone
1 anno fa

Molto grave che i Sindaci di Milazzo e San Filippo del Mela continuino a dar seguito ad un accordo illegittimo fatto alle spalle dei cittadini. A che titolo poi partecipa all’allegra comitiva il Comune di San Filippo del Mela, che nell’accordo non viene neanche citato?