MESSINA. Nell’ambito dell’operazione della Dia “Terzo Livello” che ha portato stanotte all’emissione di tredici misure cautelari fra cui l’arresto dell’ex presidente del consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile, è coinvolto anche l’imprenditore milazzese Enzo Pergolizzi. Pergolizzi, già al centro di altre inchieste giudiziarie, è stato arrestato, mentre le sue due figlie Sonia e Stefania si trovano ai domiciliari. Secondo quanto trapela dalle prime indiscrezioni quelle che vengono addebitati sono reati fiscali che ruotano attorno alla gestione dell’azienda di famiglia, la Peredil.

Al centro dell’operazione Terzo livello un sistema di favoritismi all’interno dell’amministrazione pubblica svelato dalla Dia di Messina, in sinergia con il Centro operativo di Catania, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Roma, Caltanissetta, coordinate dalla procura guidata da Maurizio De Lucia.

L’accusa nei confronti della ex presidente comunale Barrile è di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi reati contro la pubblica amministrazione, atti contrari ai suoi doveri, accesso abusivo ai sistemi informatici del Comune. Aveva infatti violato l’accesso al sistema comunale, per estrapolare dei dati a favore di un imprenditore che lei favoriva.

Sono in tutto 13 le misure cautelari chieste dalla procura guidata da Maurizio De Lucia, ed in fase di esecuzione. Di queste 11 sono misure personali, due sono misure interdittive, mentre nell’indagine risultano altri 8 indagati.

Oltre Barrile, l’unica esponente politica coinvolta nell’inchiesta, anche imprenditori, ed ex rappresentanti dei vertici delle partecipate del Comune di Messina, come Amam e Atm.

Emilia Barrile è stata candidata a sindaco alle ultime amministrative con la sua lista, Leali, ottenendo un’ottima affermazione personale, pur non avendo raggiunto il quorum del 5% che le avrebbe permesso di sedere in consiglio comunale, del quale ha fatto parte dal 2008 al 2013. Dal 2013 al 2018, invece, è stata presidente del consiglio comunale.

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