Le conseguenze dell’alluvione del 22 novembre 2011 sulla Baia di Sant’Antonio a Capo Milazzo, continuano a minare l’ecosistema della baia di Sant’Antonio. A sostenerlo è l’associazione Il Promontorio che da sempre opera per tutelare il “polmone verde” della città. I risultati si sono manifestati domenica scorsa in occasione della raccolta di plastica e detriti  da parte di un centinaio di volontari richiamati da una iniziativa promossa dal biologo Carmelo Isgrò.
 
«La carica di acqua riversatasi sui contrafforti Peloritani, aveva strappato e trascinato una massa eterogenea di detriti (alberi, terra, plastica e rifiuti di ogni genere) dai greti delle fiumare, riversandone il contenuto in mare – scrive il Promontorio –  questi, sospinti dal vento proveniente da sud, si sono incanalati nell’insenatura occidentale più estrema di Capo Milazzo. Nei giorni seguenti all’accaduto, la zona era stata oggetto di sopralluoghi congiunti della Guardia costiera e delle Autorità Comunali per constatare la gravità della situazione. L’Assessore all’Ambiente dell’epoca, aveva rimarcato come consuetudine la mancanza di fondi comunali per fronteggiare la crisi, per questo erano stati chiesti aiuti alla Regione».
 
La zona costiera di Capo Milazzo ricade in zona SIC, Sito di Interesse Comunitario ed è prevista la conservazione degli habitat naturali, seminaturali, della flora e della fauna selvatiche.
 
«Auspicando che si prendano le dovute misure per fronteggiare l’emergenza ancora in atto e onde scongiurare l’incidente ambientale, ribadiamo la scarsa attenzione dimostrata in tutti questi anni dalle autorità competenti per il nostro territorio. Da parte nostra rimaniamo disponibili a collaborare con coloro i quali vogliano intervenire per risolvere il problema», conclude l’associazione.

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