ISTITUTO LEONARDO DA VINCI. Quando il blu è il colore nè del cielo nè del mare. Giusy Giorgianni è un’artista milazzese ma, soprattutto, è una mad re distintasi per la sua tenacia e la sua forza.
Questa è la motivazione per la quale il professore Antonio Patti dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” di Milazzo ha voluto organizzare un incontro con i suoi alunni del settore grafico, lasciando che l’artista parlasse della sua vita e di come la sua arte abbia incontrato la difficoltà di essere madre di un ragazzo affetto da autismo.
«La mia opera più importante è la maternità stessa», ha detto all’inizio intervista, con occhi  ricolmi di coraggio e orgoglio. Occhi che riflettono il peso delle battaglie sostenute, accompagnata dalla sua pittura che definisce «il suo mezzo per sfogarsi ed esprimersi», nonostante al giorno d’oggi sia assai difficile fare arte. Tuttavia, con un sorriso a curvarle le labbra, Giusy afferma che al di là delle difficoltà, l’arte le ha aperto tantissime porte: canali di comunicazione, ingressi nei cuori e nella mente delle persone grazie alla forza dei suoi quadri, i quali raccontano la disabilità del figlio con una particolare prospettiva che solo una madre sarebbe in grado di scorgere. Ed è questa prospettiva, la sua visione cruda eppure poetica, che è riuscita a scuotere gli animi di coloro che sono in entrati in contatto con le sue opere fatte di colori, simboli e realtà.
Proprio attraverso la simbologia Giusy riesce a comunicare verità purtroppo sgradevoli: come la ricorrente rappresentazione di Pinocchio, personaggio bambinesco che porta con sé il significato della bugia, della falsità, visto che il mondo che tutti i giorni affronta è intriso anche e soprattutto di questo.
Parla di una superficialità agghiacciante, di un sistema inesistente e di un’ostinazione arcaica che ripudia il diverso e non si impegna nella creazione di una società che tuteli coloro che da soli non potrebbero farcela. Addirittura si tende a romanticizzare una “diversità” come l’autismo, sminuendone la tragicità per nascondersi dietro una maschera di falsa poesia e di realtà distorte. Giusy vuole scuotere le persone affinché capiscano, vuole incitare genitori che come lei vivono una situazione simile a non chiudersi in una barriera di vergogna e sensi di colpa, bensì a farsi avanti ed affrontare il mondo esterno per il bene dei propri figli. Perché è  un mondo ignorante e privo di senso civico quello contro il quale lotta, indossando i panni di una “combattente per la libertà” che si batte con tenacia pretendendo professionalità quando tutti tacciono; o che incita a non avere paura, rendendosi lei stessa esempio di forza e soprattutto caparbietà nel non mollare mai quando si crede profondamente in un ideale giusto e degno di esser combattuto.
Eppure, oltre queste qualità così chiare, ve ne sono altre anche più importanti che conferiscono all’artista il coraggio che la distingue: prima fra tutte l’amore per la sua famiglia, l’impegno che ci mette per creare un ambiente puro, sano e forte nel quale il proprio ragazzo possa sentirsi al sicuro e protetto. Giacché vi è bisogno di armonia in una famiglia, è necessaria collaborazione e soprattutto amore. Quell’amore che è la vera forza che la guida nel raggiungimento del suo ideale: la libertà. Una libertà colorata di blu: il blu che è il colore dell’autismo, ma anche del mare e del cielo. E proprio pensando al cielo, Giusy afferma di voler rappresentare l’autismo come una goccia, delicata, leggera, libera. La stessa libertà che sogna di poter donare a suo figlio e a tutti coloro che vivono la medesima situazione e che l’ha portata, grazie al grande aiuto di Davide Faraone, a fondare la sua associazione che si chiama “Diverso da chi”, “formata da genitori di bambini speciali, che vuol rendere la vita dei nostri figli, ancora più speciale

ALESSIA Bove V A  

Grafica e Comunicazione

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