Servizi assenti o erogati a singhiozzo come la mensa scolastica, il servizio di assistenza agli anziani, la pulizia degli uffici comunali. La mancata attuazione del programma elettorale: dal protocollo con le industrie all’istituzione dei comitati di quartiere. La mozione di sfiducia depositata questa mattina alle 12 all’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale snocciola una serie di inadempienze a carico dell’amministrazione Formica lunga ben otto pagine. A firmare il documento sono stati 17 consiglieri comunali. Si tratta di Alesci, Andaloro, Foti, Magistri, Nastasi, Rizzo, , Maimone, Russo F., Russo Lydia, De Gaetano F., Midili, Bagli, , Saraò, Oliva, Cocuzza, Piraino, Magliarditi. Per far decadere l’attuale governo cittadino (Giunta e consiglio comunale) e ritornare al voto a fine maggio occorrono venti voti.

Ago della bilancia sono i consiglieri comunali vicini a Forza Italia ( Italiano, Capone e Pietro Formica) ma che rimangono fedeli al sindaco Giovanni Formica che hanno sostenuto ne 2015.

Questo il testo della mozione:

Al Presidente del Consiglio Comunale
del Comune di Milazzo

Al Segretario Generale
del Comune di Milazzo 

Al Dirigente del I Settore
"Affari Generali e Politiche Sociali"
 del Comune di Milazzo

Al Sindaco
del Comune di Milazzo 

Ai Consiglieri Comunali

OGGETTO: Presentazione della mozione di sfiducia al Sig. Sindaco del Comune di Milazzo (ME), Avv. Giovanni Formica, ai sensi dell'art. 10, della Legge regionale  n. 35, del 15.09.1997, così come sostituito dall'art. 2, comma 1, della L.R. n. 25/2000 e modificato dall'art. 7 della Legge Regionale n. 6, del 05.04.2011, pubblicata nella G.U.R.S. n. 16 del 11.04.2011(come esplicitata nella circolare assessoriale n. 6, del 12 marzo 2012 dell'Assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica - Dipartimento delle autonomie locali).


I sottoscritti Consiglieri Comunali in carica presso il Comune di Milazzo,

PREMESSO

- che, l'art.10 della legge regionale n.35 del 1997, prevede che: Il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dal 65% dei consiglieri assegnatii e che: La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati e deve essere posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione è approvata ne consegue la cessazione della carica del sindaco e della giunta comunale e si procede con decreto del presidente della regione, su proposta dell'assessore per gli enti locali, alla dichiarazione di anticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi del comune, nonchè all'amministrazione dell'ente con le modalità dell'art.11 della legge regionale 11 settembre 1997, n.35.;

- che, successivamente, l'art. 7 della legge regionale n. 6 del 5 aprile 2011, ha parzialmente modificato tale normativa, portando la percentuale dei consiglieri necessari per l'approvazione della mozione di sfiducia dal 65%, ai due terzi del totale, per i comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, e aggiungendo al comma 1 dell'art. 10 della L.R 35/97, il seguente comma 1 bis, il quale stabilisce che: La mozione di sfiducia nei confronti del sindaco o del presidente della provincia regionale non può essere proposta prima del termine di ventiquattro mesi dall'inizio del mandato, nè negli ultimi centottanta giorni dal mandato medesimo.;
- che, pertanto, in base alla normativa sopra richiamata, nel caso del comune di Milazzo è necessario che la mozione venga sottoscritta da almeno 12 consiglieri, mentre affinchè venga approvata è necessario che venga votata favorevolmente da almeno 20 consiglieri;

- che la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla legittimità costituzionale della mozione di sfiducia, precisando, con riferimento all'art.1 della Costituzione, che non può dirsi in contrasto con il principio che la sovranità appartiene al popolo la previsione che il consiglio comunale, mediante voto di sfiducia, possa far cessare dalla carica il sindaco direttamente eletto dal popolo, poichè dalla sua approvazione ne consegue anche lo scioglimento del medesimo consiglio comunale ed il ricorso ad una nuova consultazione popolare che ristabilisca le forme della necessaria collaborazione fra i due organi di governo del comune;

- che, peraltro, in seno alla giurisprudenza amministrativa, in merito alla qualificazione sostanziale ed al contenuto giuridico della motivazione richiesta dalla normativa in oggetto, ai fini della corretta e legittima approvazione della mozione di sfiducia, è stato più volte ribadito il principio secondo il quale la legge prevede, come condizione di legittimità della predetta, solamente che essa sia motivata, senza alcuna ulteriore specificazione sulle modalità della motivazione stessa. E di conseguenza è stato giustamente ritenuto che tale motivazione può essere non soltanto di natura giuridico e amministrativa, e cioè riferita a conclamate inadempienze e violazioni rispetto al programma amministrativo di governo presentato dal sindaco al momento della proposizione della sua candidatura, ma anche di carattere e di natura esclusivamente politica, potendosi legittimamente fondare, sia sulla diversità di orientamento politico tra il sindaco e la maggioranza consiliare, sia sull'insorgenza di conflittualità tra gli organi comunali con il dissenso dell'organo assembleare sulla gestione adottata dal sindaco, ovvero sul mancato raggiungimento del consenso della maggioranza dei consiglieri nell'approvazione degli atti dell'amministrazione, mediante bocciature o mancanza del numero legale;

- che, pertanto, in relazione a quanto sopra evidenziato, la mozione di sfiducia è caratterizzata da un elevatissimo grado di discrezionalità, sindacabile solamente in caso di manifesta illogicità o evidente travisamento dei fatti (ex multis: TAR Catania, Sezione III, 12 maggio 2011, n.1170; TAR Palermo, Sezione I, 20 agosto 2007, n.1955; CGA Regione siciliana, 28 settembre 2007, n.886 );

PRESO ATTO

- della grave ed irreversibile crisi politica comunale, determinatasi a seguito della fallimentare gestione dal Sindaco Formica e del progressivo ed inesorabile discioglimento della variegata coalizione chiamata dai cittadini al governo della Città di Milazzo;
- delle azioni e delle determinazioni di numerosi consiglieri comunali della maggioranza uscita dalle urne, che, negli ultimi mesi, in forte polemica con il Sindaco e, a cagione della mancata attuazione dei principali punti del programma di governo, oltre che di una sistematica assenza di dialogo, confronto e condivisione con gli stessi e la cittadinanza delle scelte politico/amministrative da assumere nell'interesse della città, sono passati tra le fila dell'opposizione, determinando così un forte mutamento dell'equilibrio delle forze politiche presenti in consiglio comunale, e, soprattutto, privando il Sindaco e la sua Amministrazione della maggioranza in aula necessaria per governare; 
- dell'incapacità dell'attuale amministrazione di interpretare e rappresentare, anche tramite scelte condivise e partecipate è come invero annunciato in campagna elettorale - le esigenze e le istanze della cittadinanza, determinando così una frattura ormai insanabile con il contesto sociale, culturale, economico-produttivo e sportivo della città e, facendo del pari aumentare sempre più la distanza tra le istituzioni e i cittadini;
- della sostanziale assenza in questi due anni e nove mesi di mandato, di qualsivoglia confronto costruttivo e collaborativo del Sindaco con il civico consesso, sovente contrastato e rimasto inascoltato dallo stesso primo cittadino - come meglio si dirà in seguito e sulle numerose iniziative e proposte assunte nell'interesse della città, spesso escluso e in spregio ai concetti di partecipazione e condivisione tanto decantati in campagna elettorale e dalle scelte strategiche per lo sviluppo della città (vedi Prg del Porto), talora limitato nell'esercizio delle sue prerogative, e, addirittura, in taluni casi è come negli ultimi mesi invero spesso avvenuto è accusato dal Sindaco di responsabilità non certo sue (vedi mancato avvio del servizio di sosta a pagamento) ed additato di incapacità, incompetenza e scarsa conoscenza delle proprie funzioni;
- del costante isolamento politico/amministrativo del primo cittadino, nonchè è per quanto sopra esplicitato - del contrasto ormai insanabile con la maggioranza del consiglio comunale, fortemente limitata nelle sue fondamentali funzioni di indirizzo dalla pressochè totale mancata attuazione delle proposte avanzate ed impossibilitata per l'effetto ad incidere in maniera sostanziale sulle scelte strategiche della città;
RILEVATO ALTRESI:
- che, come sopra anticipato, numerosi atti di indirizzo e mozioni approvate dal Consiglio Comunale e di cui talune proposte dalla stessa maggioranza uscita dalle urne - sono state sovente disattese o in taluni casi addirittura osteggiate dall'Amministrazione Formica, mortificando così le fondamentali funzioni di indirizzo attribuite dalla legge, dallo statuto e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, allo stesso civico consesso;
 - che, a numerose interrogazioni consiliari non è stata fornita risposta entro i termini perentori prescritti delle vigenti disposizioni legislative, statutarie e regolamentari in materia, limitando fortemente per l'effetto le fondamentali funzioni di controllo riconosciute dalla legge, dallo statuto e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, allo stesso civico consesso;
- che, il Sindaco ha omesso, in spregio ai principi di trasparenza e partecipazione tanto decantati in campagna elettorali, di presentare, come prescritto dall'art. 4-bis del D.lgs 149/2011 e s.m.i., la relazione di inizio mandato;
- che, lo stesso primo cittadino ha altresì omesso di presentare al Consiglio Comunale per tutti gli anni di sindacatura finora svolti, in spregio ai principi di trasparenza e partecipazione, la relazione sullo stato di attuazione del programma elettorale, prevista ed imposta dalla legge regionale 7/92 e s.m.i.;
CONSTATATO INOLTRE
- che, risultano fin qui inattuati, se non apertamente contradetti dalle scelte politico/amministrative assunte dal Sindaco in questi due anni e nove mesi di mandato, numerosi punti del programma elettorale sul quale i cittadini milazzesi si sono espressi;
- che, più nello specifico, non sono stati fin qui realizzati ed in taluni casi neppure avviati, nonostante il decorso di circa mille giorni dall'inizio del mandato, numerosi punti del programma elettorale del Sindaco Formica, individuati come obiettivi per i primi cento giorni di mandato, quali nello specifico:
    1. l'istituzione dei comitati e delle assemblee di quartiere, autentico cavallo di battaglia della campagna elettorale del 2015;

    2. l'istituzione di un tavolo di concertazione con le forze politiche e sindacali e gli operatori economici per l'individuazione delle linee direttrici di un nuovo modello di sviluppo di città;

    3. la ripresa dell'iter di approvazione della variante al Piano Regolatore Generale;

    4. la creazione di un gruppo di lavoro con la collaborazione delle parrocchie e delle associazioni per l'emersione delle sacche di marginalità ed il promesso avvio delle politiche di integrazione ed antidiscriminazione;

    5. la predisposizione dei progetti per i cantieri di servizio;

    6. l'attuazione del registro comunale delle convivenze;

    7. la predisposizione del regolamento per le agevolazioni agli anziani nell'accesso ai servizi pubblici, con previsione di un significativo abbattimento delle tariffe;

    8. la nomina del Direttore artistico del Teatro Trifiletti e la predisposizione di eventi di qualità;

    9. la localizzazione e la realizzazione di un canile rifugio;

    10.  la realizzazione di iniziative concrete per l'installazione sul territorio comunale di una rete di monitoraggio degli agenti inquinanti;

    11.  la predisposizione di un protocollo di intesa con le grandi industrie per la selezione del personale da assumere con procedure trasparenti;

    12. il riesame del sistema dei trasporti pubblici urbani;

    13. la nuova regolamentazione per l'accesso agli impianti sportivi;
- che, a dispetto di quanto affermato nel programma elettorale, l'Amministrazione Formica non ha altresì provveduto:
    1. all'abbattimento dei tributi comunali per i primi tre anni alle imprese di nuova istituzione di piccole o piccolissime dimensioni, oltre che alla previsione di vantaggi per le imprese che assumano giovani o disoccupati di lungo periodo.
Al contrario su questo tema non si è assistito in questi anni ad alcun abbattimento dei tributi comunali, nè tantomeno ad un innalzamento della qualità dei servizi resi dall'ente. Ciò che ha senz'altro acuito lo stato di crisi della piccola e media imprenditoria milazzese, oltre che di numerose attività commerciali, ormai sempre più in difficoltà;

    2. all'introduzione di benefici per le attività autosufficienti dal punto di vista energetico ed a basso impatto ambientale;

    3. allo snellimento della burocrazia tramite la creazione di un canale preferenziale attraverso il quale si possa avere certezza dei tempi per l'ottenimento delle autorizzazioni necessarie all'avvio dell'impresa;

    4. alla realizzazione o anche alla sola ideazione di iniziative volte a supportare i commercianti, rendendo vivace il centro città per stimolare i consumi e bilanciare il peso dei centri commerciali. 
Al contrario, i commercianti, specie quelli del centro cittadino, sono stati in questi due anni e nove mesi di mandato letteralmente abbandonati a se stessi, privati di qualsivoglia supporto dall'ente comunale, nonchè danneggiati dalla pessima gestione della viabilità cittadina e dalla pressochè totale assenza di regolamentazione dei parcheggi, anche a causa del mancato avvio del servizio di sosta a pagamento. 

    5. all'abbattimento dei costi del servizio di igiene urbana, che sono al contrario aumentati esponenzialmente di anno in anno, senza che a ciò abbia corrisposto un effettivo miglioramento della qualità dei servizi resi ai cittadini

    6. alla realizzazione con le locali imprese artigianali, florovivaistiche e commerciali di cicli di work experience, con la garanzia di borse-lavoro a carico del comune per quanti saranno ammessi ai relativi progetti;

    7. alla realizzazione di interventi volti a rendere gli impianti sportivi all'altezza di una città moderna, assicurando al tempo stesso la loro fruizione a tutti gli operatori e prestando particolare attenzione a chi cura i settori giovanili.
Al contrario, sul tema dell'impiantistica sportiva, si è registrata in questi anni l'assenza di interventi volti a mettere a norma gli impianti sportivi milazzesi che continuano a restare vivi ed aperti solo grazie alla tenacia, all'impegno ed al sacrificio anche economico delle associazioni sportive del territorio che spesso e volentieri in questi anni hanno provveduto a proprie spese alle indispensabili opere di manutenzione.
Sempre sullo stesso tema si è assistito negli scorsi mesi, a dispetto di quanto affermato nel programma elettorale del Sindaco, alla vergognosa chiusura degli impianti sportivi per alcuni giorni alle associazioni sportive del territorio, senza alcuna preventiva comunicazione e/o diffida, a cagione del mancato pagamento da parte delle stesse di canoni mai quantificati. Ciò che ha impedito a numerosi giovani e bambini milazzesi di espletare per alcuni giorni le attività sportive, in totale spregio alla particolare attenzione promessa alle associazioni che curano i settori giovanili, per le quali peraltro non risulta allo stato prevista alcun tipo di agevolazione specifica.

    8. al supporto ai giovani ed agli operatori del settore per rendere variegata l'offerta di divertimento, anche notturno.

    9. alla valorizzazione della Cittadella Fortificata, che versa al contrario oramai da diversi anni in uno stato di assoluto degrado nei suoi spazi interni ed esterni, impendendo così una piena e regolare fruizione dell'immenso patrimonio storico, culturale, archeologico e monumentale ivi presente e rappresentando del pari un pessimo biglietto da visita per la città.

    10. all'avvio del c.d. bilancio partecipativo.
Al contrario, nonostante i proclami in campagna elettorale, nessuna iniziativa per l'attivazione di forme di democrazia partecipata è stata neppure avviata dall'amministrazione.

    11.  all'introduzione in tema di rifiuti della tariffazione puntuale;

    12.  all'introduzione di incentivi per il restauro e la ristrutturazione degli immobili esistenti;

    13.  alla riduzione degli oneri concessori per gli immobili autosufficienti da un punto di vista energetico;

    14.  alla previsione di una cubatura premiale per quanti intendano realizzare strutture ricettive;

    15.  ad affrontare e risolvere, neppure in minima parte, il problema degli allagamenti nei quartieri, specie della piana di Milazzo, che continuano puntualmente a verificarsi ad ogni temporale. Il tutto, nonostante le continue sollecitazioni dei comitati spontanei e l'approvazione da parte del Consiglio Comunale di una specifica mozione sul tema, rimasta fin qui del tutto inattuata;

    16. all'attivazione del wifi gratuito nei punti di interesse del centro cittadino ed in alcune piazze della periferia;

    17. al potenziamento del sito internet comunale, che presentava già in precedenza la possibilità di consultare gli atti amministrativi nella loro versione integrale. Al contrario con il nuovo sito internet è stato reso più complicato il reperimento di tutti gli atti;

    18. alla completa attivazione del sistema di video-sorveglianza comunale che risulta ancora solo in parte funzionante, nonchè all'estensione del medesimo sistema alle zone che ne sono prive, a cominciare da Vaccarella;

    19.  all'avvio di qualsivoglia iniziativa per la valorizzazione del Lungomare di Ponente;

    20.  all'avvio di qualsivoglia iniziativa di supporto agli imprenditori agricoli e florovivaistici;

    21.  all'istituzione di una commissione per la prevenzione ed il controllo delle infiltrazioni mafiose, composta di personalità della società civile, alla quale riconoscere il potere di accedere agli atti amministrativi prodotti dagli uffici e dagli organi istituzionali;

CONSIDERATO
- che, la Città di Milazzo versa ormai da anni in un avanzato stato di incuria e degrado;
- che, il pesante stallo istituzionale, in cui si trova I'ente Comune, ha generato effetti deleteri per la città e per la comunità milazzese, la quale lamenta, ormai da anni una forte carenza di interventi in ordine alla manutenzione delle strade, al decoro urbano, alla valorizzazione del patrimonio storico/architettonico/culturale, alla fruizione degli impianti sportivi, alle iniziative per il turismo ed il commercio, alla promozione di politiche agricole ed agroalimentari, alla manutenzione degli istituiti scolastici di proprietà comunale, invero solo sporadica, passando per la disastrosa problematica dei rifiuti, riesplosa nelle ultime settimane in tutta la sua drammaticità;
- che, nonostante gli svariati atti di indirizzo e mozioni approvate sul tema dal Consiglio Comunale, nessuna concreta iniziativa di carattere politico/istituzionale risulta esser stata fin qui adottata dal Sindaco per la tutela e la salvaguardia dell'Ospedale di Milazzo, sempre più oggetto di tagli indiscriminati;
- che, non risulta ancora avviato, per responsabilità ascrivibili in via esclusiva all'Amministrazione Formica, l'indispensabile servizio di sosta a pagamento sul territorio comunale, con conseguenti gravi disagi per i cittadini e per gli operatori della sosta, ormai da oltre due anni privati del loro lavoro;
- che, non si è ancora provveduto allìattuazione del PUT, ma al contrario sono state in più occasioni assunte dall'Amministrazione scelte in palese contrasto con lo stesso, prime fra tutte, la creazione di una pista ciclabile di ridotte dimensioni sulla carreggiata lato negozi del Lungomare Garibaldi, ancora esistente nonostante l'approvazione da parte del Consiglio Comunale di uno specifico atto di indirizzo per la sua eliminazione, ed il mutamento del senso di marcia di alcune arterie cittadine del centro che provocano sovente una situazione di pericolo per automobilisti e pedoni;
- che, sempre in materia di PUT si è assistito negli scorsi anni all'istituzione temporanea, in aperto contrasto con il predetto strumento, oltre che in assenza di qualsivoglia preventivo confronto con il consiglio, la cittadinanza e gli operatori commerciali della zona, di un'isola pedonale, nonchè di un'area di parcheggio nel bel mezzo della carreggiata della Via Lungomare Garibaldi, ad oggi eliminate, ma che hanno determinato per diversi mesi innumerevoli disagi alla cittadinanza;
- che, il servizio di mensa nelle scuole materne ed elementari risulta ormai sospeso da tempo, determinando così forti disagi per gli alunni e le relative famiglie;
- che, in ordine alla posizione del Comune di Milazzo sul Prg del Porto si è assistito ad un sostanziale isolamento politico/amministrativo del Sindaco e dell'Amministrazione Comunale che ha assunto sul tema posizioni in solitaria, in assenza di qualsivoglia preventivo confronto con il civico consesso e, soprattutto, senza tenere in benchè minima considerazione le indicazioni fornite dal Consiglio Comunale, nonchè dagli operatori e dalle associazioni che da anni si interessano del bacino portuale;
- che, sempre in materia di portualità, nonostante le ripetute sollecitazioni del Consiglio Comunale con specifici atti di indirizzo sul tema, nessuna concreta ed incisiva iniziativa di carattere politico-istituzionale è stata assunta dal Sindaco e dalla sua Amministrazione per scongiurare il paventato accorpamento dell'Autorità Portuale di Messina-Milazzo con quella di Gioia Tauro; 
CONSTATATA 
- la totale assenza, per quanto sopra chiarito, di qualsivoglia prospettiva politico-programmatica per la città;
- l'impossibilità, per tutte le ragioni sopra esplicitate, di proseguire l'attuale esperienza politico/amministrativa e la correlata necessità di porre fine al percorso di un'amministrazione che, giorno dopo giorno, ha tradito e continua a tradire sempre più l'ampio mandato conferitole nel 2015 dai cittadini milazzesi, ormai sempre più sfiduciati.

 Per tutto quanto sopra premesso e considerato, i sottoscritti consiglieri comunali, consapevoli della responsabilità assunta nel 2015 a seguito delle elezioni amministrative nei confronti di tutti i cittadini,
CHIEDONO
al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione dell'apposita seduta del Consiglio Comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente proposta di mozione di sfiducia al Sindaco del Comune di Milazzo Avv. Giovanni Formica.
Si rivolge nel contempo l'invito a tutti i Consiglieri Comunali a modificare e/o integrare la presente mozione che è quindi a disposizione dell'intero civico consesso.

Milazzo, 09/03/2018

 

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Alex
Alex
4 anni fa

Siete una massa di incapaci.sono persone che guardano solo i propri interessi.il resto non gli importa.

Mary
Mary
4 anni fa

Invece di perdere tempo a fare imboscate perché non fare proposte per bene di Milazzo, la fine del mandato non è lontano valuteranno i cittadini

Massimo
Massimo
4 anni fa

Ricordiamoci a partire dai consiglieri comunali che lasciano i vari partiti per passare al gruppo misto e di questo assessori. Praticamente ricordiamoci di questi nomi che hanno portato allo sfascio una città. Non votiamoli , anzi i partiti non dovrebbero accettare questi voltagabbana come fa il Movimento 5 che voterò volentieri.

Francesco
Francesco
4 anni fa

Mi raccomando Milazzesi rivotateli i consiglieri vicino al sindaco! Vergogna!

Antonio
Antonio
4 anni fa

Milazzoti, la prOssima volta che andate a votare usate la testa, è bello lamentarsi dopo avere scelto ? Il male minore è sempre un male per chi non lo sapesse ancora.