Si è concluso con un’assoluzione “perchè il fatto non sussiste” il terzo troncone di indagine che vede al centro delle indagini il parucchiere Giacomo Ruvolo, 68 anni, legale rappresentante delle associazioni “Maristat”, “Samas” e Sms e l’ex dipendente del comune di Milazzo Santo Smedili, 67 anni, fondatore di un giornale locale, Terminal, e ideatore di diversi premi intitolati a personalità milazzesi, ritenuto amministratore di fatto della Maristat.  Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Barcellona Salvatore Pugliese ha prosciolto dall’accusa di emissione e utilizzazione di fatture false allo scopo di evadere le imposte sui redditi con la formula perchè il fatto non sussiste, Ruvolo, Smedili e l’ingegnere Vincenzo Vitale, 62 anni, che ha accettato un’offerta pubblicitaria per la sua attività professionale, una ditta individuale, ottenendo a fronte del pagamento di circa 35 mila euro il rilascio di fatture portate poi in detrazione dalle imposte sui redditi e su iva.

L’associazione non avendo una sede o dipendenti impiegati ha portato gli ispettori ad ipotizzare che la società fosse una vera e propria “cartiera” istituita solo al fine di consentire alle ditte che richiedevano la emissione delle fatture di poter sgravare dai redditi aziendali i costi sostenuti per le finalità promozionali in realtà mai effettuate. La tesi è stata smontata, in questo troncone d’indagine, dimostrando che la sede al numero civico 55 non esisteva perchè con il cambio della toponomastica nella via Umberto I era diventato numero 65.

MILIONI DI EURO DI FATTURATO PER TERMINAL E PREMI. Si è trattato dell’ennesimo troncone di indagine sviluppato dalla Procura di Barcellona a fronte di un maxi accertamento incrociato eseguito nel 2015 dall’agenzia delle entrate. La prossima udienza è fissata per il 25 gennaio. Nello specifico l’associazione Maristat operante nel milazzese attraverso il parucchiere Giacomo Ruvolo, con la collaborazione del dipendente comunale Santino Smedili, è accusata, in sostanza, di aver emesso numerose fatture per prestazioni pubblicitarie a favore anche di altri svariati operatori commerciali del milazzese e dell’hinterland per importi notevoli che hanno fatto dubitare della esistenza delle prestazioni stesse che in genere riguardavano sponsorizzazioni per premi e pubblicità per un periodico locale, Terminal. Negli anni presi in esame si tratta di milioni di euro.

Già in precedenza alcuni degli imprenditori incriminati sono stati prosciolti dal Gip; mentre altri sono stati rinviati a giudizio per il reato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed il processo pende innanzi al Tribunale di Barcellona.