I giudici della Corte d’Appello ha assolto -perchè il fatto non sussiste – l’imprenditore del settore della telefonia Felice Nania, 59 anni di Milazzo, dall’accusa, ai fini di evadere le imposte sui redditi per l’anno 2011. Era accusato di avere indicato «elementi passivi fittizi mediante l’utilizzo di false fatture» emesse dalle associazioni milazzesi  “Samas” e As Maristat marketing e rilevazioni statistiche” per operazioni inesistenti nell’ambito della sponsorizzazione del “Premio Caminiti”.

La Corte d’Appello presieduta da Maria Celi (componenti Carmelo Blatti e Bruno Sagone) ha riformato la sentenza del 20 maggio 2016 emessa al termine del gudizio abbreviato dal gup del tribunale di Barcellona che condannava Nania ad 1 anno e 2 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 2 mila euro.

La stessa Corte d’Appello, per i periodi di imposte relative agli anni 207 e 2008, ha invece dichiarato di non doversi procedere per prescrizione.

Nania, difeso dall’avvocato Corrado Correnti di Barcellona, così come dimostrato dalla difesa, aveva pagato regolarmente tra il 2007 e il 2011 la somma di 54 mila euro per sponsorizzare il “Premio Caminiti” a favore delle due associazioni mamertine, entrambe amministrate da un barbiere e di fatto da un giornalista pubblicista entrambi imputati in un processo parallelo ancora pendente al tribunale di barcellona. Per la stessa vicenda sono ancora imputati in prmo grado nove imprenditori.

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