Antonio Foti guiderà la commissione consiliare che si occupa di Bilancio, Francesco Russo quella dell’Ambiente e Santi Saraò quella della Cultura. Ieri al Comune di Milazzo si sono svolte le tre riunioni delle commissioni consiliari dopo la rimodulazione dei giorni scorsi per l’elezione dei nuovi vertici. Con non poche polemiche che potrebbero portare a ricorsi. Nell’Aula consiliare si è proceduto sotto la guida del presidente del consiglio comunale Gianfranco Nastasi all’elezione innanzitutto della prima commissione. Il voto a scrutinio segreto ha registrato cinque preferenze per il consigliere Antonio Foti e quattro per Nino Italiano. Unico assente al voto il consigliere Alessio Andaloro. Il presidente ha proclamato eletto Foti nonostante la protesta del consigliere Fabrizio Spinelli che ha fatto notare l’illegittimità della elezione in quanto l’eletto avrebbe raccolto cinque voti e non i sei previsti dal regolamento comunale che dice chiaramente che “è eletto presidente della commissione colui che abbia riportato la maggioranza assoluta dei voti dei componenti della commissione stessa”. La dichiarazione è stata messa a verbale e si è proceduto ugualmente sia alla proclamazione di Foti che alla votazione dei due vicepresidenti. Sono stati eletti i consiglieri Pippo Midili e Lydia Russo.
Nel pomeriggio le altre due votazioni, sempre all’insegna dello scontro politico. Infatti dall’urna sono usciti inizialmente con lo stesso numero di voti (5) sia il consigliere Franco Russo che il consigliere Pietro Formica. Votazione ripetuta e stavolta mentre Russo ha confermato le 5 preferenze, Formica è sceso a 4 (l’altro voto è andato al consigliere Rizzo). Il presidente Nastasi ha dunque proclamato Russo alla guida della seconda commissione, passando poi al voto dei vicepresidenti conclusosi con l’elezione di Valentina Cocuzza ed Alessandro Oliva.
Esito favorevole all’ex minoranza consiliare anche nella terza commissione – che ha registrato l’abbandono dall’Aula dei consiglieri vicini al sindaco Formica – con la consegna di un duro documento di protesta. Lo scrutinio del voto segreto ha visto eleggere come presidente Santi Michele Saraò con Massimo Bagli e Maria Magliarditi come vice.

IL RICORSO. I consiglieri comunali di maggioranza Carmen Manna, Paola Abbagnato, Maurizio Capone e Giovanni Di Bella, in riferimento alle votazioni per l’elezione dei presidenti delle tre commissioni consiliari hanno abbandonato l’Aula al momento della votazione per la terza consegnando al presidente Nastasi il seguente documento: “Considerato che tanto l’elezione nella prima, quanto quella nella seconda commissione sono viziate da palese violazione di regolamento ed in particolare dell’art. 6 a tenore del quale, al pari di ciò che la legge prevede per l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, è eletto presidente della commissione colui che abbia riportato la maggioranza assoluta dei voti dei componenti della commissione, ovvero un numero di sei voti; che nonostante i rilievi formulati dai consiglieri, si è proceduto alla proclamazione di coloro che avevano riportato n. 5 voti di preferenza invitando i dissenzienti a “proporre ricorso”, i sottoscritti consiglieri Comunali abbandonano i lavori della Commissione e chiedono che la presente dichiarazione resti a verbale della seduta perché non si perda la memoria di una delle stagioni più tristi di un consesso civico che, nei decenni, si era caratterizzato per l’alto senso della democrazia incarnato da chi ha avuto la responsabilità e l’onore di guidarlo.
Annunciano, sin d’ora, che di quanto verificatosi nella giornata, sarà reso edotto S.F.. il Prefetto della Repubblica, perché le Istituzioni garanti della tenuta del sistema democratico siano a conoscenza di quanto accaduto nella nostra città ed eventualmente richiamino i responsabili al rispetto delle leggi e dei regolamenti”.

IL SINDACO CHIEDE LE DIMISSIONI.  “Non sono interessato ai processi che riguardano gli assetti del consiglio comunale – ha commentato il sindaco Giovanni Formica – ma se si registrano palesi violazioni delle regole allora la questione diventa di interesse generale e quindi me occupo». «Volendo mettere da canto l’analisi politica, pure interessante, tenuto conto che i voti della destra più radicale sono stati conquistati da un consigliere che si dichiara di sinistra – continua Formica – resta il tema importante della validità dell’elezione. Il regolamento prevede inequivocabilmente che il presidente sia eletto con almeno 6 voti, “la maggioranza assoluta dei voti dei componenti la commissione”. Viceversa, il Consigliere Foti, che di voti ne ha conseguiti 5, è stato ugualmente proclamato presidente, in barba alle proteste degli altri componenti.
Si tratta della riproposizione del convincimento che leggi e regolamenti possano essere disattesi per interessi politici. Questo vale ormai per molte vicende che riguardano la gestione del Consiglio Comunale di Milazzo. Io naturalmente non mi rassegno, convinto come sono che gli eletti prima e più di chiunque altro debbano operare nel pieno rispetto delle regole e debbano rappresentare un modello di correttezza agli occhi della cittadinanza.
Sono comunque certo che il Consigliere in questione, anche per il sistema di valori al quale dichiara di ispirare la propria azione, non accetterà un incarico che oltre ad essere il prodotto della destra, è il risultato di una smaccata violazione del regolamento», conclude.                                                                                                               

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Nino
Nino
8 anni fa

Ancora una volta quando si tratta di nutrire il proprio narcisismo i valori vengono messi da parte

aiuto
aiuto
8 anni fa

che squallore ecumenico;
che sia rasa al suolo (si salvi chi può)

Massimo
Massimo
8 anni fa

Foti sei diventato lo schuavetti di Nastasi? Proprio costui vorrebbe demolire l’amministrazione comunale e prepararsi per le elezioni comunali e mettersi per sindaco. Coglioni quei milazzesi che lo votano perché votano un voltagabbana.

Salvuccio
Salvuccio
8 anni fa
Rispondi a  Massimo

Ormai ,dopo questo inconcludente sindaco, anche zu peppino saprebbe fare meglio!

Nino
Nino
8 anni fa

Questa è la dimostrazione che non basta essere giovani per essere leali,è il caso di dire predica bene ma razzola male

Salvo
Salvo
8 anni fa

Si vergogni sindaco, si DIMETTA se ha gli attributi.