Alessandro Corsi

Al centro dell’inchiesta c’è uno zainetto nascosto in un edificio di Cattafi con all’interno 1 kg di Marjuana, delle munizioni e un colpo si spranga in testa ad un ragazzo. Episodi apparentemente distanti tra loro. Invece,a quanto pare sono collegati al punto che  i carabinieri della Compagnia di Milazzo guidati dal tenenete Valentino Adinolfi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Barcellona a carico di Alessandro Corsi, 33 anni, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, lesioni personali aggravate.

Le indagini condotte dai militari della Stazione Carabinieri di San Filippo del Mela hanno consentito di risalire nel giro di qualche mese al responsabile del ritrovamento di un borsone avvenuto il 20 febbraio scorso in un rudere della frazione Cattafi, a San Filippo del Mela. All’interno di questa struttura, che un tempo ospitava un fiorente ristorante dell’hinterland, i militari trovarono occultato all’interno di un congelatore in disuso, un borsone con 1 kg di marjuana e 33 cartucce cal. 22.  

La stessa notte del rinvenimento si è presentato negli uffici del comando un giovane, vittima di una violenta aggressione. L’attività investigativa dei militari ha consentito di legare i due episodi e ricostruire l’intera vicenda. Il giovane ritenuto uno dei responsabili del ritrovamento dello zaino con la droga – secondo i carabinieri – sarebbe stato picchiato con una spranga di ferro che gli aveva provocato un lieve trauma cranico. Il giovane, giunto in caserma, aveva dato una giustificazione che non convinse gli inquirenti, che da subito strinsero il cerchio su Alessandro Corsi, classe 84, originario di Milazzo.

Corsi, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe affidato lo zaino ritrovato al giovane aggredito, che sconoscendone il contenuto lo ripose nel rudere. «Gli elementi raccolti dai Carabinieri coordinati dal sostituto Procuratore Matteo De Micheli – si legge in una nota stampa –  hanno consentito di ottenere un quadro indiziario grave che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita nella giornata di ieri».

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