Milazzo è al trentesimo posto tra le aree colpite da tumori nella Sicilia Orientale. Peggio della città del capo dove opera una delle zone industriali più vaste della Sicilia c’è Priolo – Melilli e Gela che risultano, addirittura, meno esposta delle aree di grandi città come Catania, Palermo e Messina.

I dati sono stati presentati dal docente Salvatore Sciacca, presidente del Registro tumori della Sicilia Orientale, nel corso della “Settimana della salute in Sicilia” organizzata a Catania. “La maggiore incidenza dei tumori si riscontra nelle grandi città e in Sicilia, ragionando statisticamente per distretti – ha spiegato –  è Catania ad avere l’incidenza più elevata seguita dalle zone etnee di Gravina-Acireale-Giarre. All’ottavo posto il polo industriale di Priolo-Melilli-Augusta. Al quindicesimo c’è Gela, al trentesimo Milazzo. Tra le grandi città Palermo è al secondo posto, Messina al terzo. Questo significa che  le zone industriali vengono dopo le grandi aeree metropolitane”.
Le polemiche non sono mancate. Il docente universitario e ricercatore Salvatore Sciacca, scelto come presidente del Registro tumori della Sicilia Orientale, ha ricoperto il ruolo di presidente del Cipa, l’ente che raccoglie dati ambientali per conto del consorzio d’industriali e petrolieri del polo produttivo di Priolo, Melilli ed Augusta. Non a caso, il gruppo all’Ars del Movimento cinquestelle sollevò il caso, ritenendolo in conflitto di interessi. Da una parte, statistiche e numeri che riguardano gli affetti da gravi patologie; dall’altra, l’attività di ricerca e monitoraggio in favore dei responsabili di siti industriali, spesso al centro di tanti dubbi su emissioni in atmosfera e impatto ambientale delle loro aziende, hanno chiosato i “grillini”. Sciacca è stato anche consulente dei legali di Eni in un procedimento penale avviato davanti ai giudici del tribunale di Gela e relativo ad emissioni che colpirono una decina di operai dell’indotto nella zona dell’impianto di trattamento delle acque di falda. I grillini contestarono anche i metodi di raccolta dei dati. Il docente universitario, da anni impegnato nella ricerca, ha sempre escluso qualsiasi anomalia nella raccolta dei dati, nonostante l’assenza di un unico Registro tumori per l’intera Sicilia. “Lavoro su questi temi da una vita – disse rispondendo alle accuse dei grillini – perché mi piacerebbe prevenire i tumori, non contarli. I nostri dati sono assolutamente certificati e confluiscono nella rete dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

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franco
franco
3 anni fa

si ficiru a classifica da soli………ma finemula di dire cazz….il comune risulta tra i comuni piu inquinati d’italia e chistu si misi o trentesimo posto in Sicilia?ma vergogna….sa sonunu e sa cantano da soli,che schifo

john caccamo
john caccamo
3 anni fa

statistica pilotata e inattendibile, siamo arrivati al limite del ridicolo. Mancava solo che aggiungessero in una nota a margine che “i pobblema pincipale di Palemmo è ittraffico”

Paolo
Paolo
3 anni fa

quindi i morti per tumore in zona, è perché andiamo spesso a Catania o Messina? Capito tutto! Complimenti per il conflitto di interessi…..

ambientalista
ambientalista
3 anni fa

e ora u “Bambolotto” che dice?? no manifestazioni, no cortei, no megafoni!!!

santino
santino
3 anni fa

MI piacerebbe, da statistico, prendere visione dei dati! Quel trentesimo posto mi sembra un’offesa per la nostra intelligenza! Certo, non aspiriamo al 1°posto, visto che la mortalità da noi è abbastanza elevata. Ma anche il trentesimo posto starebbe bene: segno che in Sicilia siamo messi proprio male… e c’è chi sta peggio di noi! Nonostante tutto, non si fa nulla e si continua a morire!