Alessio Villarosa

«L’Aeroporto a Pace del Mela? Il ministro conferma che è solo aria fritta! Non c’è spazio per nessun aeroporto fino al 2030».
I portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera chiedono chiarezza nei fatti e smentiscono sia il deputato Attaguille sia articoli fantasiosi sul tema, partendo proprio dalla risposta del ministro Graziano Delrio al Question Time in commissione del deputato Attaguile, tramite il sottosegretario del ministero delle infrastrutture e dei trasporti Umberto Del basso De Daro.

«Basta articoli che mistificano la realtà, basta slogan pre-elettorali, promesse che non potrete mantenere, i cittadini ormai dovrebbero sapere che la vostra è tutta aria fritta! – scrivono i portavoce del M5S, i deputati Alessio Villarosa e Francesco D’Uva – Bastava solamente leggere con attenzione la risposta del ministro per capire che non solo non ci sono speranze per un aeroporto, ma che ad oggi non c’è ancora nulla di concreto dietro a tutte le fantomatiche promesse lette nei mesi scorsi. Vorremmo capire dove esattamente, nella sua risposta al deputato, il ministro abbia lasciato intendere una volontà d’apertura ad un qualsiasi nuovo progetto aeroportuale in Sicilia».

Il ministro è stato molto chiaro nella sua risposta secondo Villarosa e D’Uva: «Alcun progetto afferente alla possibile realizzazione di un nuovo scalo aeroportuale nel territorio messinese risulta pervenuto né al Mit, né all’Enac, che è l’Ente competente in materia di valutazione delle condizioni di fattibilità tecnica delle infrastrutture aeroportuali. Si è a conoscenza del solo interesse manifestato da una multinazionale indiana ad investire in tal senso nella Valle del Mela, interesse che non si è però concretizzato in alcuna proposta di piano progettuale».

In realtà nemmeno i promotori  hanno mai sostenuto della presenza di un progetto già esecutivo visto che ancora alla Regione stanno valudando il Company Profile per verificare la consistenza economica del gruppo indiano Panchavaktra che si è fatto avanti per la realizzazione della struttura nella zona industriale della valle del Mela.

«Occorre evidenziare che, anche in presenza di un piano del genere, da sottoporre comunque previamente alla verifica della fattibilità tecnica ed economica, è necessario rapportarsi alla programmazione nazionale in materia contenuta nel Piano nazionale degli aeroporti – continua il Ministro Delrio – Infatti, sulla base della rilevazione precedentemente compiuta sul sistema aeroportuale italiano e ipotizzando che non intervengano eventi di mercato significativamente diversi da quelli previsti, il complesso degli scali individuati di interesse nazionale in tale Piano appare in grado di rispondere alla crescita del traffico prospettata entro il 2030, tenuto conto degli interventi di adeguamento e potenziamento in corso, pianificati anche oltre l’orizzonte dei Master Plan aeroportuali già elaborati». 
«L’assetto della rete definito restituisce, infatti, un quadro di equilibrio del sistema aeroportuale su scala nazionale che, confrontato con la domanda potenziale di traffico, non mostra, al momento, necessità di ulteriori integrazioni in termini di nuovi impianti ma di potenziamenti e sviluppi delle infrastrutture esistenti e, soprattutto, miglioramenti dell’accessibilità e delle connessioni intermodali affinché i territori possano trarre i maggiori benefici da un sistema trasportistico integrato», precisa il componente del governo Gentiloni. 
Poi, sottolinea l’aspetto economico. «Ricordo, peraltro, che gli Orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree sottolineano che gli aeroporti devono essere in grado di coprire i propri costi di funzionamento e gli investimenti pubblici devono essere utilizzati per finanziare la costruzione di aeroporti efficienti sotto il profilo economico, evitando distorsioni di concorrenza e proliferazione di aeroporti economicamente non efficienti e, pertanto, occorrerebbe una specifica analisi costi-benefici in relazione alla valutazione della sostenibilità ai sensi dei medesimi orientamenti. 
L’ottica in cui muoversi, infatti, in base agli indirizzi europei è di considerare la gestione aeroportuale quale attività economica rivolta alla fornitura di beni e servizi, a prescindere dallo status giuridico o dal tipo di proprietà (privata o pubblica) degli operatori del settore e dalle loro modalità di finanziamento. 
In tale contesto, l’opportunità di realizzazione di nuove infrastrutture aeroportuali dovrebbe tener conto del generale quadro di riferimento di fattibilità tecnico-economica anche alla luce dei richiamati Orientamenti comunitari, nonché della ampia disponibilità di 6 aeroporti già riconosciuti di interesse nazionali in Sicilia, quali Catania, Palermo, Trapani, Comiso, Lampedusa e Pantelleria», connclude

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massimo
massimo
5 anni fa

la lobby dei trasporti ha emesso un suo niet.Credevamo che le pianificazioni di stato fossero state sepolte nel fallimento centralista dell’EST-Europa. Vergognatevi Del Rio & c.

gerlando
gerlando
5 anni fa

Se poi ritenete che un aeroporto sia inutile, appoggiando i diktat europei o nordisti che certamente se ne sono sempre fregati della Sicilia e della provincia di Messina in particolare, ditelo apertamente. Il ministro é quello stesso che ha fatto declassare i porti di Messina e di Milazzo asservendoli a Gioia Tauro . E voi siete stati zitti. Ma per piacere ..tirate fuori gli attributi.

gerlando
gerlando
5 anni fa

Utilizzano tale argomento solo per denigrare l’appoggio di Crocetta. Ma se tengono al loro territorio dovrebbero invece appoggiarlo e spronarlo anzichè contrastarlo . A meno che i rappresentanti locali non siano succubi dei loro colleghi delle vicine province che difendendo gli interessi delle loro territori contrastano questa iniziativa. Politici messinesi un moto di orgoglio non guasterebbe!!!!

gerlando
gerlando
5 anni fa

Ma sti 5 stelle che sono li non per le loro capacità ma solo perchè sfruttano l’immagine del loro guru come qualche anno fa quelli di forza italia facevano con berlusconi, anzichè fare queste interrogazioni xchè non si battono a favore di questa infrastruttura. Quando si ha interesse per il proprio territorio non importa quale sia il colore politico che porta avanti una iniziativa.

Antonio
Antonio
5 anni fa

Con questa politica nn si potrà mai avere nessuno sviluppo,qualsiesi tipo di investimento deve prima passare da loro a discapito del cittadino che come sempre resta penalizzato . Ogni volta che si avvicinano le elezioni gli avvoltoi cominciano a volteggiare in attesa delle carcasse da divorare . Promesse pre elettorali di falsi profeti e politici di m…