Aereoporto del Mela, l’opera che non convince tutti 4 Marzo 2017 Cronaca, In Classe 1 Commenta ISTITUTO COMPRENSIVO TERZO. Da mesi a Milazzo e in tutto il comprensorio tirrenico l’aeroporto è diventato l’argomento più discusso. La multinazionale “Panchavaktra Group”, una holding indiana, è pronta ad investire 300 milioni per la costruzione di un aeroporto nella Valle del Mela. E la multinazionale indiana, leader nel settore dell’energia pulita, pensa di realizzarlo in tempi molto brevi, circa diciotto mesi. Si tratta di in progetto rivoluzionario, visto che tutto verrà fatto a spese della holding indiana senza richiedere alcun contributo pubblico. Il presidente della multinazionale indiana Mahesh Panchavaktra considera la Sicilia “il cuore del mondo” e ha affermato “di voler lavorare in questa terra e per questa terra». La realizzazione dell’aeroporto favorirebbe quest’area della Sicilia offrendo una grossa opportunità di lavoro e turismo. Non appena l’opera sarà ultimata darà lavoro a centinaia di persone e consentirà a milioni di visitatori di raggiungere la Sicilia con facilità. L’opera sarà a “impatto zero” sul territorio perché nel progetto è prevista l’autonomia energetica con l’installazione di centinaia di pannelli solari e l’aeroporto si innesterà in maniera armoniosa con porto, ferrovia e autostrada. Sarà “un aeroporto privato, civile e cargo, come base logistica di scambio con i paesi dell’Oriente” ha dichiarato il magnate indiano. Insieme ai sindaci di San Pier Niceto, Patti, Pace del Mela, Barcellona P.G, Milazzo, Torregrotta, Terme Vigliatore, Montalbano, Falcone, Montagnareale, Monforte, Messina si è pensato di siglare un protocollo di intesa politica per dare l’avvio al progetto. L’idea è di realizzare l’aeroporto nella zona compresa tra Giammoro e Torregrotta. Il presidente dell’Adasc Peppe Maimone ha affermato che per lo sviluppo del territorio bisogna considerare anche investimenti che si basano sulla riscoperta del valore dei beni artistici, storico-culturali e naturalistici che offre questa parte della Sicilia, non dimenticando l’agricoltura e il florovivaismo. Si tratta quindi di una grandissima opportunità per Milazzo e dintorni, comprese le Isole Eolie. In molti temono,invece, che si tratterebbe solo di un’operazione più che altro commerciale. Ecco perché secondo alcune associazioni sarebbe meglio non costruire l’aeroporto. L’opera (con una pista lunga 1900 metri e larga 500, più hangar e servizi), potrebbe causare frequenti e devastanti straripamenti della fiumara del Mela. L’area dove dovrebbe nascere l’aeroporto è troppo vicina alla zona industriale, alla Raffineria di Milazzo e alla Centrale Termoelettrica con grandi rischi per la sicurezza. Il comprensorio del Mela e la Piana di Milazzo appartengono, come è noto, alla categoria di “Area ad elevato Rischio di Crisi Ambientale” (Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, 4 settembre 2002). Il luogo dove potrebbe sorgere l’aeroporto è caratterizzato da fitte abitazioni e questo nuovo progetto, assieme alle industrie esistenti nella zona industriale, causerà inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico e, come conseguenza, porterà ad un ulteriore aumento dei rischi di malattie cardiovascolari e neoplastiche. Sull’area individuata per la costruzione dell’aeroporto e tutte le infrastrutture necessarie sono presenti attività agricole che rappresentano una fondamentale risorsa economica e un importante fattore di occupazione. Una struttura urbana complessa come quella in progetto, in un territorio già notevolmente provato e ad alto rischio ambientale, può provocare ulteriori danni ed incidere in modo negativo sulla qualità della salute umana e sulla sostenibilità del territorio. Sicuramente pensiamo che l’aeroporto sarà un insediamento molto utile per quanto riguarda certi settori (occupazione, commercio e turismo), ma negativo per altri aspetti. Gli aerei fanno uso di carburante e altri prodotti nocivi che vengono poi espulsi nell’aria e, in un ambiente già molto compromesso, il livello di inquinamento e di tossicità dell’aria aumenterebbe ancora di più, tanto da renderla invivibile. Prima di costruire un aeroporto si dovrebbe tener conto se cambierà in meglio la qualità della vita delle persone e se gli svantaggi saranno molto più grandi dei vantaggi o se, ancora una volta, gli interessi economici e la necessità di creare lavoro, comunque sia, prevarranno su qualsiasi altro valore. Francesco Foti e Leonardo Gitto IIA Media Zirilli Condividi questo articolo Facebook Twitter Email Print Whatsapp Linkedin Visite: 3.395 CONTINUA A LEGGERE SU OGGIMILAZZO.IT