LA LETTERA. La gestione del porto di Milazzo da parte dell’Autorità Portuale è al centro di un dibattito che va avanti da anni. Il mancato arrivo delle navi da crociera a favore del bacino di Messina è noto. La nascita dell’Autority dello Stretto che porterà a gestire le banchine mamertine diretamente da Gioia Tauro non lascia ben sperare. Ecco una lettera inviata a redazione@oggimilazzo.it dal comandante Mario Sciotto, profondo conoscitore della materia.

I requisiti fondamentali di un porto di una certa importanza sono: banchine, fondali, collegamenti, posizione geografica.
Considerando l’ultimo elemento, Milazzo è in una situazione invidiabile perchè grazie a madre natura si trova al centro dei traffici marittimi del Mediterraneo protetta da una baia ampia e sicura, geograficamente il porto più vicino al continente e alle Isole Eolie.
I problemi sorgono quando prendiamo in esame i restanti elementi la cui efficienza è frutto di scelte gestionali.
Collegamenti: il porto di Milazzo vive nel suo splendido isolamento, una vera cattedrale nel deserto visto che non si è voluto intervenire per la costruzione di una bretella che lo collegasse con il mondo esterno. Questa paradossale situazione ha impedito lo sviluppo dell’economia della città  rifiutando svariate possibilità di creare nuovi traffici e quindi nuovi posti di lavoro. “Mancanza di viabilità sostenibile” questa è la frase con cui parecchi armatori disposti a investire nel nostro porto sono stati rispediti indietro.
Fondali: non è stato mai effettuato alcun dragaggio del porto, preferendo la situazione di dirottare sul porto  di Messina le navi con un pescaggio superiore a quello consentito dalle nostre banchine.
Banchine: l’aumento del flusso turistico verso le Isole Eolie, con la conseguente entrata in linea di nuovi natanti di stazza sempre maggiore, era prevedibile che avrebbe richiesto la costruzione di nuove banchine. Al contrario l’ Autorità Portuale da poco insediata cosa fa? Dà in concessione ai privati una parte consistente del molo Luigi Rizzo e del Molo Marullo per la costruzione di un porto turistico privato cambiando destinazione d’uso al Molo Marullo, precedentemente attrezzato per ricevere mega yacht con il risultato che si perde l’ occasione per sviluppare un turismo di qualità che avrebbe arrecato notevoli benefici per l’ economia della città. Questa gestione maldestra delle banchine con le carenze di spazio che ne consegue, ha costretto il personale della Capitaneria di porto a fare salti mortali per pianificare il traffico commerciale . In particolare per espletare il collegamento con le Isole Eolie, si è reso necessario, a volte, mandare in rada la nave di linea Laurana al verificarsi della contemporanea presenza in porto di questa unità con qualche mercantile impegnato in operazioni commerciali per le Acciaierie Duferdofin.
Alla luce di quanto sopra esposto, risulta evidente che il nostro porto è dotato di molteplici potenzialità ma gravato di carenze operative causate dall’incuria e dal menefreghismo con cui l’ Autorità Portuale lo ha gestito per oltre un decennio.
Un discorso a parte merita l’ opera del Comandante De Simone, ultimo Presidente dell’ Autorità Portuale per l’ impegno  e la tenacia con cui sta portando a compimento la realizzazione del tratto di banchina che va dal molo XX Luglio al molo di sottoflutto. Essendo il bacino portuale milazzese ricadente in zona SIN e quindi soggetto a vincoli e  a problemi operativi che ne conseguono, dovendo portare a compimento l’ opera di notevole importanza per lo sviluppo del nostro porto, si è reso obbligatorio accettare una certa dose di rischio per la fattibilità dell’opera. Infatti, allo stato attuale, i lavori sono in fase di stallo in attesa di operare qualche accorgimento tecnico in grado di migliorare la staticità della banchina
L ‘esperienza maturata dopo tanti anni di forzata adesione all’ Autorità portuale di Messina, il passaggio quasi certo di un prossimo ingresso dentro l’ Autorità Portuale di Gioia Tauro, dovrebbe indurre il nostro Sindaco, unico rappresentante di un porto importante quale è Milazzo, a compiere le procedure necessarie per uscire fuori da qualsiasi aggregazione e potere operare in piena autonomia e libertà.
Da parte loro i milazzesi dovrebbero smetterla di avere le spalle rivolte al nostro porto ed interessarsi ai problemi che lo affliggono, considerandolo una parte vitale della città in quanto volano di sviluppo per la sua economia.

Comandante Mario Sciotto

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Paolo
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Paolo

Con tutto il rispetto per la figura del comandante Sciotto, ma sembra ormai una parodia, questa del porto.Appena si nomina il porto, aperte le scommesse che spunta il nome del comandante. Non si capisce se sia poco creduto a livello politico, oppure se ci sia dell’altro. Capisco la passione, ma a forza di rileggere le stesse cose, la stanchezza assale chi legge

senzapelisullalingua
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senzapelisullalingua

Milazzo e i milazzesi hanno il sindaco, le amministrazioni, e i pseudo politici di nessun rilievo che si meritano, in quanto disinteressati a qualsiasi cosa si stia facendo al di fuori del proprio orticello e dei puerili interessi!!!